PIAZZA AFFARI: BUON PASSO A META’ GIORNATA

24 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari si riscatta dal ribasso della vigilia e si presenta in forma all’appuntamento di metà seduta. La sensazione è che dopo una giornata di chiusura per il Thanksgiving Day, Wall Street proverà a recuperare posizioni, sia pure in una seduta ridotta (negli USA si fa ponte, e le contrattazioni si limiteranno a tre ore), su aspettative crescenti che il repubblicano George W. Bush diventerà presidente.

“E’ un rimbalzo atteso – dice a Wallstreetitalia un operatore di Bnp Sim – la sensazione è quella di un mercato che finalmente vede sgonfiarsi la bolla speculativa”.

La situazione di fondo resta comunque incerta, e non solo sul prossimo inquilino della Casa Bianca: punti interrogativi sono posti dal prezzo del petrolio, dallo scenario in Medio Oriente, dal tonfo subito dal comparto dei tmt, cioè tecnologici, media e telefonici.

“Io raccomando cautela sui telefonici – avverte l’analista di una primaria Sim – anche la stessa Tim (+4,6% a 9,53 euro) che ha raggiunto livelli appetibili, mantiene tuttavia una tendenza negativa; meglio comprarla oltre i 10 euro, quando il prezzo obiettivo è a 12, e in un quadro di maggiore stabilità dei mercati”.

Tra i titoli che invece sono visti in rialzo c’è Generali (+1,09% a 41,85 euro): “sembra consolidato sopra i 40 euro, e la sensazione è che possa arrivare fino ai 45-46 euro”, dice l’analista.

Bene anche Pirelli, suo malgrado al centro dell’attenzione per le voci di mercato rilanciate dalla stampa secondo le quali la controllata Milano Centrale sta acquistando una partecipazione in Gabetti. Il titolo guadagna lo 0,56% a 3,62 euro.

Nel comparto bancario sta destando molta attenzione la voce secondo cui Banca di Legnano sta per essere ceduta da Banca Intesa. Banca Lombarda, indicata come possibile acquirente, ha comunicato di non avere in corso alcun contatto per l’acquisizione di Banca di Legnano, che in Borsa cresce del 4,05% a 8,32 euro.

Il gioco dei rumors traina verso l’alto anche Cir, in crescita del 5,56% a 2,94 euro. Secondo voci di mercato rilanciate dalla stampa la holding ha affidato a una merchant bank americana il compito di sondare il mercato per la vendita di Sasib, controllata al 100%. Cir ha rifiutato di commentare.