Piazza Affari apre i battenti di malumore

19 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari riapre i battenti all’insegna del malumore, in scia con le altre Borse europee, dopo la debacle registrata venerdì scorso. Il sentiment sui mercati resta pessimo, per i timori che l’accusa mossa dalla SEC a Goldman Sachs possa ancora una volta ripercuotersi sul settore finanziario, provocando un nuovo collasso dell’economia in un momento così delicato ed a fronte di una ripresa ancora fragile. Intanto, la UE resta concentrata sulla “questione Grecia”, cercando di mettere a punto nuove procedutre per evitare che un altro caso del genere possa minare la stabilità monetaria dell’Area Euro. Su queste problematiche si è svolto il vertice dell’Eurogruppo a Madrid, nel corso del quale si è raggiunto un accordo per rendere più forte ed efficace la sorveglianza sulla questione dei bilanci statali e dei deficit pubblici. Intanto, l’euro continua a stagnare sul mercato valutario, collocandosi a 1,345 USD (-0,15%), mentre il petrolio cade sotto gli 82 dollari al barile. Sul nostro Listino, le banche restano sotto pressione, ma anche i settori legati all’energia ed alle materie prime, principali vittime del ciclone Goldman. L’indice FTSE All Share ha aperto a 23291,87 punti, in calo dell’1,11%, mentre l’indice FTSE MIB cede l’1,28% a 22715,74 punti e l’indice FTSE Mid Cap lo 0,57% a 25621,41 punti. IN rosso anche l’indice FTSE Star che arretra dello 0,75% a 11615,07 punti. In lettera Parmalat, che si colloca proprio in fondo al paniere principale con una perdita di oltre due punti, a fronte di un settore alimentare europeo meglio impostato (Stoxx Food & Beverage -0,9%). Dominano le tinte carminio fra le banche, in scia con il comparto europeo, sugli strascichi della questione Goldman Sachs. Il settore, dunque, ignora anche un giudizio positivo espresso da Nomura sull’intero settore europeo. Fra i peggiori c’è Mediobanca che cede oltre un punto, ma mostrano perdite degne di nota anche Unicredit, Intesa Sanpaolo e Popolare Milano. Dimesso anche il Banco Popolare, a dispetto delle buone indicazioni sui conti 2010 fornite in una intervista dall’AD l’amministratore delegato Pier Francesco Saviotti. In netta controtendenza il Montepaschi, che svetta nel FTSE MIB, dopo che Deutsche Bank ha alzato il giudizio sull’Istituto a “buy” da “hold”. Soffia aria gelida sugli energy, in scia con la caduta delle quotazioni del greggio, che ha bucato anche la soglia degli 82 dollari al barile. Fra i peggiori Tenaris er Saipem, mentre tiene meglio l’Eni, dopo la conferma del giudizio di SocGen a “hold” con Target Price a 17 euro. Fra i migliori STM, dopo che il Consiglio di Sorveglianza ha approvato la proposta di cedola da sottoporre ai soci alla prossima assemblea. Si tratta di un dividendo ben superiore a quello dello scorso anno di 0,28 dollari. Fiat scalda il motore all’avvio di una settimana importantissima, che vedrà il gruppo del Lingotto impegnato con i conti del trimestre. Fra gli altri temi, occhio alla Roma dopo il super-derby disputato ieri sera.