PIAZZA AFFARI AMPLIA LE PERDITE A META’ SEDUTA

2 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari a metà seduta amplifica il disagio dimostrato fin dall’apertura, pur risultando una tra le migliori borse in Europa.

Il mercato oggi è orfano di Wall Street: la borsa americana resta infatti chiusa chiusa per la festività del Labour Day, e priva così le altre piazze di un importante punto di riferimento.

La giornata si è dunque fin qui snocciolata attirando l’attenzione sui dati economici europei: attesi gli indici sui direttori di acquisto nel settore manifatturiero in agosto che, almeno per quanto riguarda l’Italia, la Francia e in particolare la Germania, sono risultati in calo.

Il Mib30 per quasi tutta la mattinata ha avuto tutti i 30 titoli in rosso; ora tuttavia conta le eccezioni di Snam Rete Gas, Seat Pagine Gialle, Fineco e Aem che sono riuscite a passare in positivo.

Per il resto l’atmosfera è pesante.

Il comparto dei tmt (tecnologici, media e telefonici) è in frenata.

Per esempio, Stmicroelectronics non riesce ancora a guadagnare la soglia dei €20,50 che secondo alcuni analisti aprirebbe la strada a un rimbalzo.

Il mercato non ha particolarmente apprezzato la notizia positiva riguardante il suo maggior cliente, Nokia.

Il comparto media è sotto osservazione anche in un’ottica europea.

Secondo quanto scrive il quotidiano francese Le Figaro il governo di Parigi, che detiene il 54% di France Telecom, avrebbe fatto pressione sul numero uno della società di telecomunicazioni, Michel Bon, al fine di conservarne la posizione nel mercato tedesco dell’Umts (tecnologia avanzata per i telefonini di terza generazione) anche se, a questo scopo, dovesse rilevare interamente la partecipata tedesca Mobilcom.

In Italia i titoli del comparto sono in ribasso, a partire da Telecom Italia, giudicata dopo l’uscita dell’amministratore delegato, Enrico Bondi, da alcune delle principali banche d’affari internazionali.

In calo anche Tim e Olivetti.

In fibrillazione il comparto degli assicurativi sulla scia delle valutazioni di Morgan Stanley.

Cede terreno, tra gli altri, anche Alleanza, a dispetto della smentita di un imminente profit warning.

Non è da meno Generali, anche se Credit Suisse First Boston vede per il titolo ampi margini di risalita.

In Europa Zurich Financial guida il
ribasso del settore con una perdita che nella matinata ha raggiunto il 10% riportando il titolo ai minimi dal 19
agosto scorso. A premere sul titolo quotato a Zurigo sono anche i timori di un prossimo aumento di capitale.

Si sta riprendendo, rimanendo tuttavia in territorio negativo, il titolo Eni. L’attenzione è tutta dedicata alle decisioni in sede Opec sul livello di produzione del greggio nei prossimi mesi.

Al momento permangono fattori che alimentano l’incertezza, come l’intensità della ripresa economica, gli scandali aziendali Usa e la possibilità di una guerra in Iraq.

Sul Nuovo Mercato si segnala la forte crescita di Novuspharma, mentre è in difficoltà Tiscali.

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