PIAZZA AFFARI AFFOSSATA DAL CALO DEL NASDAQ

22 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari archivia una seduta pesante, ipotecata dall’andamento del Nasdaq e in linea con gli altri listini in Europa. Il mercato aspettava un segnale forte in direzione di una ritrovata stabilità che l’America non è riuscita a dare: anzi, vedere che il Nasdaq sta ancora lottando per riconquistare quota 3.000 ha spinto decisamente in ribasso gli indici europei.

A Milano i settori che più hanno sofferto sono stati i telefonici, i media e gli assicurativi, anche se bisogna dire che su questo comparto hanno più che altro pesato correzioni fisiologiche dopo i massimi delle scorse sedute.

Il Mibtel ha chiuso in calo dell’1,74% a 32.122 punti; il Mib30 ha segnato –1,96% a 46.651 punti. Per il Nuovo Mercato la flessione è stata del 2,69% a quota 5.633.

“Va comunque considerato che la Borsa di Milano ha maggiori margini di perdita rispetto alle altre in Europa poiché ha l’indice best-performed a livello annuo”, fa notare a Wallstreetitalia Donatella Principe, analista di Banca Popolare di Vicenza. Un elemento caratterizzante della giornata è stato l’effetto-settore, in base al quale interi comparti si sono mossi al di là delle considerazioni sui singoli titoli.

Il settore degli assicurativi è il best-performed in Italia e ora è il momento dei realizzi. “Non mi stupisce – dice Principe – anzi, prima di una nuova ripresa è salutare una correzione”. Cattolica Assicurazioni ha ceduto il 2,95% a 38,5 euro. Il titolo non è riuscito a ritrovare il passo con cui aveva inaugurato le contrattazioni.

Nel settore degli energetici Eni ha chiuso in rialzo dello 0,59% a 7,18 euro. Il titolo continua a crescere spinto dalla possibilita’ di nuove alleanze internazionali, di cui ha parlato il presidente del gruppo Gian Maria Gros-Pietro in un’intervista al Sole 24 Ore. Giocano a favore anche l’andamento del prezzo del petrolio e la prospettiva di un inverno particolarmente freddo, con una richiesta maggiore di combustibile. L’analista di Popolare Vicenza spiega che il titolo ha ancora possibilità di crescita, visti i target assegnati, come quello da parte di Morgan Stanley fino ai 9,6 euro: “il mio suggerimento – dice Principe – è di aspettare il primo ribasso per comprare”.

Edison ha chiuso a +2,56% a 12,08 euro. Il titolo è visto meglio posizionato nella strategia multiutility nonostante una crescita dell’indebitamento nei primi nove mesi del 2000 pari al 4% su tutto il 1999. “E l’indebitamento è una voce destinata a rimanere costante, visto il piano di investimenti per il futuro”, dice l’analista. Aggiunge però che la società ha la forza per farvi fronte.

Nel settore dei media si sconta l’effetto-comparto sulla scia europea. In particolare Espresso (-3,41% a 10,21 euro) sconta ancora l’effetto della revisione di Kataweb e risente delle previsioni al ribasso della raccolta pubblicitaria su Internet. Per quanto riguarda Seat (-5,12% a 2,815 euro), il titolo è in difficoltà per diversi motivi, tra i quali i sette aumenti di capitale “difficili da far digerire al mercato”, dice Principe; la corsa al rialzo delle sedute precedenti in vista del raddoppio del peso all’interno dell’indice Comit; il fatto che il titolo non sia contendibile, con quel 65% in mano a Telecom Italia (-2,84% a 13,05 euro). L’analista ricorda poi che in Italia i titoli media sono sopravvalutati rispetto ad altri di settore in Europa e anche negli USA.

Nel settore delle telecomunicazioni Tim (-1,37% a 9,06 euro) sconta una trimestrale un po’ deludente e il fatto che si comincia a sentire il peso della concorrenza di Wind.

Nel settore industriale, Fiat lascia il 2,37% a 27,99 euro. L’analista è convinta che si tratti di prese di profitto e che il titolo tornerà a crescere sulla base di fattori positivi quali la volontà di portare al 40% il peso dei servizi all’impresa. Cede Finmeccanica (-1,73% a 1,308 euro), trascinata da StMicroelectronics (-1,11% a 49,75 euro).

Nel settore dei bancari, continua la crescita di Banca Intesa (+2,06% a 5,11 euro), e qui l’analista di Popolare Vicenza consiglia di acquistare il titolo risparmio, in quanto c’è la possibilità di una prossima conversione in ordinarie.

Nel settore del Nuovo Mercato tra i più colpiti troviamo Vitaminic (-5,56% a 20,22 euro), B.B.Biotech (-7,8% a 1.060 euro) e Cairo Communications (-4,86% a 63 euro). Solo Novuspharma ha chiuso in positivo (+0,6% a 7,4 euro).