PIAZZA AFFARI AFFONDATA DA FIAT E FINANZIARI

4 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari conferma la debolezza di metà giornata e dell’apertura chiudendo con tutti gli indici in ribasso e sui minimi della seduta.

La giornata era iniziata male anche nel resto d’Europa che ha mal digerito il boccone amaro di un indice di fiducia francese ai minimi da circa sei anni, mentre non aiutato le notizie sul comparto tecnologico nè le vendite diffuse sui telefonici.

Nessun aiuto è arrivato peraltro dall’altra parte dell’Atlantico con i mercati americani che hanno aperto deboli per poi andare ancora più giù. A indirizzare gli investitori a stelle e strisce verso le vendite fin dall’avvio è stato un cotkail di spunti negativi, come la notizia dell’attentato terroristico nelle Filippine , la debolezza del dollaro, la brutta performance delle borse europee , le persistenti preoccupazioni per un attacco americano in Iraq e alcune indicazioni societarie bearish.

Tornando in Italia e in particolare sul Mib30 troviamo tanti titoli in profondo rosso. Tra questi ci sono Finmeccanica e la controllata Stmicroelectronics, in forte calo fin dalla pre-apertura.

Il comparto high-tech ha sofferto a causa soprattutto di un report dell’analista di Standard & Poor’s, Bruce Hyman, che ha parlato di un ritardo nella ripresa del settore. Si stima una modestissima crescita del fatturato nel 2003 rispetto al 2002.

Molto male tutto il comparto finanziario con al centro la lotta per Generali, che ha chiuso pesante così come Unicredito , mentre Mediobanca si è fermata sulle quote della vigilia.

In un’intervista a Il Sole 24 Ore, il presidente di Generali, Antoine Bernheim, ha detto di non essere a conoscenza di gruppi francesi intenzionati ad acquistare una partecipazione di controllo della società, e ha aggiunto che si opporrebbe a un’operazione di questo tipo.

Intanto, il numero uno di Unicredito, Alessandro Profumo, sembra determinato a proseguire nell’operazione su Generali, salendo fino al 20%, come unica strada per costringere Maranghi alle dimissioni da Mediobanca.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, Unicredito e alleati punterebbero per raggiungere l’obiettivo ad avere l’appoggio di alcune fondazioni bancarie e istituti di credito e su alcuni azionisti della stessa Mediobanca.

Le vendite non hanno tralasciato neanche gli altri titoli italiani del comparto assicurativo come Alleanza e Ras, malgrado i tentativi di resistere ai ribassi.

Pesante comunque tutto il comparto bancario e quello del risparmio gestito. Stamani la casa d’investimenti JP Morgan ha deciso di lasciare invariato il giudizio “underweight” sul settore, in attesa di un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Bce in questa settimana.

In lettera e sotto un importante supporto anche Fiat, che oggi è stata declassata a livello di junk.

Dopo le decisioni prese alla vigilia, c’è da registrare la pesante flessione per Ifil e Ifi, mentre sempre nel gruppo Fiat sono negativi anche i titoli ordinari di Rinascente.

I titoli della società che opera nella grande distribuzione non saranno più quotati sul listino dal 6 marzo dopo la conclusione dell’opa residuale di Eurofind.

E’ negativa tutta la filiera che fa capo a Marco Tronchetti Provera con Tim che si è difesa meglio delle altre.

Tra i titoli che invece contribuiscono a rendere meno pesante l’arretramento dell’indice Mib30 ci sono Eni e gli energetici delle società controllate, ma anche Enel, Autostrade e Snam Rete Gas.

Male invece Mediaset dopo una prima parte della giornata in denaro.

Sul Midex tra i pochi titoli che si distinguono ci sono Credem e Carifirenze.

Sul Numtel, Tiscali si è fermato sul supporto posto a quota €4.

Lottomatica ha chiuso in calo dopo l’annuncio di un superdividendo.

Tra gli altri titoli c’è da segnalare il gran rimbalzo di Tas dopo l’annuncio della distribuzione di un maxidividendo di €1,75.

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