PIANO GEITHNER, WALL STREET VUOLE PIÙ CHIAREZZA

12 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Cumberland Advisors. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Il mercato non ha amato il piano
e i commenti di Timothy Geithner.
Ci sono delle buone ragioni.
Ha dato solo abbozzi di dettagli del
programma. Il suo discorso era vago
in proposito. I mercati e il Paese
vogliono chiarezza, trasparenza,
fiducia. Al contrario, hanno ricevuto
promesse sull’imminenza
del piano, ma non hanno avuto i
dettagli che lo avrebbero reso più
concreto. Geithner ha alluso a una
partnership pubblico-privata. Questo
è un concetto che nel passato
si è spesso rivelato fallimentare.

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E quale sarà il premio in caso di buona
riuscita? Abbiamo sentito che ci sarà
una larga espansione del bilancio
della Federal Reserve. Questo non
sorprende. La Fed sta attuando una
politica espansiva per sbloccare il credito
e in parte ci sta riuscendo. Abbiamo
visto che nel restringimento (la differenza
tra il Libor e il tasso di interesse
dei Treasury a tre mesi, ndt) e nel
ristoro della funzionalità del mercato
delle cambiali.

Ma quale sia l’esito
dell’espansione monetaria nel futuro
rimane ancora un mistero. Conosceremo
il rischio sull’inflazione solo dopo
che l’economia avrà ripreso il suo corso.
Geithner non ha menzionato il problema
di prezzare gli asset tossici in
pancia agli istituti finanziari. Ha evitato
la questione del riconoscimento delle
perdite di questi istituti. Ha solo ammesso,
nelle dichiarazioni rilasciate
dopo la presentazione del piano, che
ci sta lavorando. Non ha mai menzionato
al danno causato al sistema finanziario
americano dal fatto che il regolamento
del Financial Accounting
Standards Board (Fasb) ha permesso,
per trent’anni, di registrare a bilancio
gli asset a un prezzo stimato, con le
variazioni inserite iscritte all’interno
degli utili.

Il mark to market funziona
quando i mercati funzionano, sono trasparenti
e liquidi. Il mark-to-market
utilizzato quando il mercato non funziona
crea il caos che stiamo vedendo.
Il suo discorso non ha menzionato il
suo precedente proposito di un aggregazione
delle banche. Non ha ripudiato
altre idee che sono state rigettate
in passato. E sembrava in accordo
con il disegno del presidente Obama
secondo cui è il governo l’unica istituzione
che può stimolare l’economia.

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