Più fiducia sull’Europa? Eppure i rumor sulla Spagna non si placano

16 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva. Continua a rimanere sopra i 200 pb il differenziale sul decennale Spagna-Germania, mentre scende lo spread sul decennale Italia-Germania.

In seguito alla riduzione del rating della Grecia da parte di Moody’s la Bce, secondo quanto riferito da un suo portavoce alla Reuters, applicherà un ulteriore margine di garanzia del 5% sul valore dei titoli di stato greci portati come collaterale nelle operazioni di rifinanziamento. Il ministro delle finanze greco ha dichiarato poi che la decisione della Bce renderà più difficile per le banche greche rifinanziarsi presso la Bce.

Continuano le voci su un piano di aiuto spagnolo. Secondo quanto riportato da un giornale locale El Economista, che ha citato fonti vicine agli emittenti, l’Ue, Fmi e Tesoro Usa stanno studiando un piano di liquidità per la Spagna che include una linea di credito da 250 Mld€. Secondo il giornale la decisione era stata discussa per evitare un piano di salvataggio simile alla Grecia. Un portavoce della Commissione europea ha però fermamente smentito la notizia riportata dal giornale.

Intanto in Francia si continua a discutere della riforma pensionistica che prevede un innalzamento graduale dell’età pensionabile fino ad arrivare a 62 anni entro il 2018 dagli attuali 60 anni. Allo stesso tempo è previsto un aumento delle tasse per i redditi più alti.

Sul fronte macro, ieri ha deluso l’indice Zew tedesco, che ha registrato un forte calo ella componente prospettica (28,7 da 45,8) scendendo ai minimi da aprile 2009. Attesa oggi l’asta sul decennale tedesco fino a 5 Mld€.

Negli Usa i tassi di mercato sono saliti soprattutto sulla parte lunga a causa del forte rialzo dei listini azionari. Il report del Tesoro sui flussi di capitali ha evidenziato che ad aprile la Cina, principale creditore degli Usa, ha aumentato la quantità di Treasury detenuta di 5 Mld$, portando l’ammontare totale ad oltre 900Mld$.

I dati macro ieri non sono stati però esaltanti. La fiducia dei costruttori a giugno è calata in modo molto più marcato del previsto a 17 da 22. L’indice manifatturiero relativo allo stato di New York a giugno è cresciuto rispetto a maggio, però meno del consensus di Bloomberg News. Nonostante ciò le borse hanno chiuso in forte rialzo con l’indice S&P500 tornato al di sopra della media mobile a 200 giorni con volumi in aumento.

Qualora tale segnale fosse confermato da una chiusura odierna sopra 1100, si sarebbe formato un pattern di “doppio minimo” con target rialzista in prossimità di 1150.

Tra i migliori settori di ieri citiamo industriali, tecnologici, risorse base ed energetici. Segnaliamo che la Fed ha testato (con un ammontare ridotto) un primo strumento per drenare l’eccesso di liquidità in circolazione. E’ stata condotta la prima asta di depositi a termine presso la Fed (della durata di 14giorni al tasso dello 0,27%) per un ammontare di 1Mld$. Le richieste sono state pari a 6,14MLd$, evidenziando l’interesse da parte degli operatori. Attualmente le banche ricevono lo 0,25% di interesse sulle riserve in eccesso collocate presso la banca centrale. Oggi la giornata sarà ricca di dati macro ed è previsto anche un discorso del governatore Bernanke.

Valute: il recupero delle borse favorisce il deprezzamento del dollaro vs euro, con la moneta unica che sembra ignorare le tensioni in arrivo sul fronte spagnolo. Per oggi l’area di resistenza si colloca in prossimità di 1,24-1,2450. Il supporto più vicino intorno a 1,22.

Durante la notte Yen in deprezzamento vs euro e dollaro sulla scia del rialzo delle borse mondiali e dell’aumentata propensione al rischio tra gli investitori. Il deprezzamento risulta più evidente vs euro con il cross salito ai massimi dal 4 giugno. L’area di resistenza si colloca in prossimità di 113,50-114,20.

Materie Prime: il deprezzamento del dollaro ed il rialzo delle borse hanno favorito le materie prime con la maggior parte delle componenti dell’indice Gsci che hanno chiuso in rialzo. Tra le migliori segnaliamo il caffè (+5,6%), il gas naturale (+3,7%), il piombo (+2,6%) ed il greggio Wti (+2,4%), quest’ultimo tornato sui massimi da un mese.

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