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Petrolio, Venezuela diversifica in Cina e India

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Il prezzo del petrolio sale e il Venezuela allarga il proprio raggio d’azione: il Governo di Hugo Chavez annuncia che intende raddoppiare le vendite del proprio greggio in Cina, senza diminuire però gli ingenti quantitativi che invia negli Stati Uniti. Secondo dati resi noti dal ministero delle Comunicazioni, Caracas aumenterà del 45 per cento le vendite destinate a Pechino, passando dagli attuali 168 mila barili al giorno a 300 mila barili al giorno. Si tratta di un aumento consistente, che però non inciderà sull’export del greggio di Caracas che alimenta i distributori di benzina a stelle e strisce: ogni giorno, l’economia americana consuma infatti circa 1,4 milioni di barili provenienti dai pozzi del paese sudamericano. Secondo quanto ricorda Luis Vierma, vice presidente del colosso petrolifero Pdvsa, la costa orientale degli Stati Uniti continuerà, anzi, a essere il principale mercato del greggio venezuelano. Offerta in aumento: il tema dell’aumento della produzione del petrolio e della diversificazione dei mercati di vendita è all’ordine del giorno di Caracas ormai da tempo. Questi progetti di espansione sono fattibili grazie al mare di idrocarburi sul quale si sostiene il Venezuela, che è il quinto esportatore mondiale di greggio e l’ottava riserva di gas naturale. Nei giorni scorsi, il Governo annuncia che punta a produrre 5,85 milioni di barili al giorno entro il 2012. “Per i prossimi anni abbiamo in programma una crescita di 2 milioni di barili al giorno, dobbiamo quindi avere dei mercati di sbocco certi”, sottolinea il vice presidente della Pdvsa. La maggior offerta venezuelana, ricordano a Caracas, fa d’altra parte molto comodo alla crescente domanda di greggio della Cina, che a causa della propria ininterrotta espansione economica è affamata dell’energia e delle materie prime di cui sono ricche l’America Latina e l’Africa. L’avvicinamento Caracas-Pechino non sembra comunque limitarsi solo al settore petrolifero: il presidente del parlamento venezuelano, Nicolas Maduro, si trova in visita in Cina, dove nei giorni scorsi incontra il numero due del Partito comunista, Wu Bangguo, il quale sottolinea “l’alta complementarietà tra le economie dei due Paesi”. Per Caracas, i nuovi accordi con Pechino rappresentano comunque solo il primo passo di una strategia più ampia, visto che l’obiettivo di fondo del governo Chavez è quello di entrare, proprio grazie all’aumento dell’offerta, negli altri grandi mercati asiatici, in particolare l’India. Il presidente della Corporazione venezuelana del petrolio (Cvp), Eulogio del Pino, segnala per esempio “la possibilità” che nei prossimi anni il Venezuela abbia una consistente partecipazione azionaria nella costruzione di una raffineria in Indonesia. “Sarà la più grande di tutto il Sud-Est asiatico”, precisa il manager.