Petrolio, tutto quel che dovete sapere e non vi hanno mai detto

29 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Andamento del prezzo del petrolio sotto i riflettori in queste settimane. Il forte rialzo ha portato gli investitori a temere per le conseguenze sulla ripresa economica globale. Solo il leggero indebolimento di questi giorni sta riuscendo a calmare i mercati. Se ne parla tanto, ma forse non abbastanza.

“Guarda al petrolio e diventa orso sull’andamento del prezzo”. È questo il segnale lanciato da Olgay Buyukkayali, analista di Nomura. Nel suo report delinea 10 particolarità:

1) Il prezzo è in rialzo del 20% circa negli ultimi tre mesi. Un numero elevato? Nient’affatto. Nulla di particolare se lo si vede in chiave storica.

2) Il gruppo delle commodities energetiche è l’unico in rialzo, come nel 2008. Altre materie prime più sensibili dell’attività industriale divergono.

3) La commodity più importante dal punto di vista economia, il rame, è in calo, non conferma l’andamento del petrolio, come nel 2008. Ci dice che non è la crescita globale a guidare il prezzo del greggio.

4) Uno studio pubblicato di recente dal Fondo Monetario Internazionale mostra come la domanda dai mercati emergenti, insieme all’eccesso di liquidità, stia trainando al rialzo il prezzo del greggio e del vino pregiato (qui si puo’ leggere il report). Variabili legate alla produzione hanno rilevanza statistica inferiore, come comprovato da numeri minori della t-stats nella tabella di fianco. Ultimamente il prezzo del petrolio e del vino hanno intrapreso strade diverse.

5) Secondo il precedente World Economic Outlooks del Fondo Monetario Internazionale, l’offerta di greggio non dovrebbe aumentare a breve.

[ARTICLEIMAGE] 6) L’impatto di shock nel prezzo del petrolio sul Pil di ogni paese dipende dalla quantità importata da ciascuno. Tuttavia, le conseguenze sono modeste (guarda il report del Fondo Monetario Internazionale). L’impatto di un rialzo del prezzo del petrolio sulla crescita è più visibile nell’anno successivo allo shock.

7) La correlazione tra le componenti cicliche del Pil e il prezzo del petrolio è cresciuta nell’ultimo decennio.

8) Paesi diversi hanno un impatto diverso a shock basati sull’andamento delle materie prime.

9) Cambiano dunque le politiche monetarie che devono essere adottate dai diversi paesi. Il report di Nomura.

10) Il deficit nei servizi e nelle entrate della Russia cresce a un ritmo superiore al surplus commerciale. Ecco perché Nomura sconsiglia di puntare sul rublo.