Petrolio risente delle tensioni in Siria: cronaca di una guerra in arrivo

11 Aprile 2018, di Alessandra Caparello

L’acuirsi delle tensioni in Siria si riflette sull’andamento del greggio con il WTI in lieve calo a 65,38 dollari e il Brent che si mantiene tuttavia a 70,78 dollari.

Ieri il Wti aveva chiuso l’ottava peggiore in due mesi con un calo del 2%. A far crescere i contratti la questione siriana che fa paura ai mercati. Il tutto è sfociato dopo un attacco con il gas a Duma che ha provocato migliaia di vittime tra i civili specie bambini.

Usa, Gran Bretagna e Francia preparano così la controffensiva contro il regime del presidente dittatore Assad indicato come il responsabile dell’attacco. In una dichiarazione congiunta Donald Trump e Theresa May hanno condannato il feroce disprezzo del presidente Assad per la vita umana e hanno concordato di non consentire che continui l’uso di armi chimiche rende noto la Casa Bianca riferendo di una telefonata fra il presidente Usa e il primo ministro britannico dopo il presunto attacco chimico a Duma. Il presidente francese Emmanuele Macron afferma che la Francia deciderà la risposta insieme a Usa e Gb.

Intanto il cacciatorpediniere Usa Donald Cook, disturbato da jet russi che volano a bassa quota, solca le acque del Mediterraneo alimentando venti di guerra in Siria, dove entro le prossime ore è attesa la risposta militare americana. Mentre un jet americano ha sorvolato il confine Siria-Iraq arrivano tanti avvertimenti di guerra in arrivo. Dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) che ha diramato un’allerta sulle rotte aeree del Mediterraneo orientale, all’Eurocontrol, l’organizzazione europea per la sicurezza dei voli, che ha inviato un’allerta alle linee aeree invitando a volare con prudenza nelle rotte del Mediterraneo orientale per via di “possibili attacchi missilistici sulla Siria nelle prossime 72 ore”.

Ma la Russia di Vladimir Putin non sta a guardare e ha ribadito l’intenzione di non far passare liscia nessuna possibile azione militare da parte di Washington. L’ambasciatore di Mosca in Libano, Alexander Zasypkin, ha sottolineato quindi che “le forze russe affronteranno qualsiasi aggressione degli Stati Uniti contro la Siria” e l’esercito russo si riserva il diritto di “abbattere i missili” e “distruggere le fonti di lancio” in caso di aggressione degli Stati Uniti contro la Siria.

Ieri intanto il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha bocciato anche la terza bozza di risoluzione sulla Siria presentata dalla Russia, che chiedeva l’invio di investigatori Opac a Duma per indagare il presunto attacco chimico e come risposta il Cremlino ha posto il veto alla bozza Usa per istituire un nuovo meccanismo d’inchiesta indipendente.