PETROLIO, PROVE DI DIALOGO NEL DELTA DEL NIGER

28 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 28 mar – L’agenzia Misna dà notizia di un piano governativo per promuovere lo sviluppo sostenibile e abbattere la disoccupazione giovanile nel Delta del Niger, la regione teatro da mesi di scontri e sequestri ad opera degli attivisti che lottano per una migliore distribuzione dei proventi petroliferi. Il “Piano pilota di sviluppo regionale del Delta del Niger” è stato presentato ieri ufficialmente dal presidente Olusegun Obasanjo. Il presidente – riferisce Misna – ha osservato che l’insicurezza nell’area “ci costa il 50% in più per aggiudicare gli appalti nel Delta del Niger. Così, invece di costruire tre chilometri di strade, possiamo costruirne solo uno. Ora, chi è il perdente? Il Delta del Niger”. Il piano, ha precisato Obasanjo, prevede anche un’amnistia per i giovani ribelli. Secondo la “Coalizione per l’azione militante nel Delta del Niger”, uno dei tanti movimenti attivi nella ricca regione petrolifera, i Kula – una delle comunità locali – “per oltre trent’anni hanno fornito oltre 120.000 barili di petrolio greggio allo stato nigeriano su base giornaliera. Il che ammonta a un contributo di 50 milioni di euro al sostentamento dell’economia dello stato nigeriano… Sfortunatamente, anni dopo la scoperta del greggio in questa comunità, infrastrutture sanitarie, scolastiche e sociali rimangono a livelli abissalmente poveri”. A causa degli scontri, dei sabotaggi e dei sequestri, la produzione petrolifera giornaliera è diminuita di un quinto e migliaia di lavoratori stranieri sono evacuati. La Nigeria è l’ottavo produttore di greggio e il sesto esportatore al mondo, ma gran parte dei suoi oltre 120 milioni di abitanti vive sotto la soglia di povertà.