Petrolio: possibile intesa tra Russia e Opec

17 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – All’inizio di agosto le quotazioni del greggio erano finite in bear market, ossia in ribasso di oltre il 20% dai massimi dell’anno, rotolando verso i 40 dollari al barile. Ma da ieri è cominciato un rialzo di quasi il 2% (anche se al momento i prezzi tornano a perdere terreno).

A spingere verso il cambio di rotta, un possibile nuovo accordo tra i produttori, tra Opec e Russia, che ha così portato i prezzi del greggio a livelli mai visti da oltre un mese, ossia 49,23 dollari al barile per il Brent per consegna ottobre e 46,58 dollari per il Wti di settembre.

La possibile collaborazione tra l’Opec e il Cremlino si sostanzierà in un colloquio informale che si terrà a margine dell’International Energy Forum, in programma il 26 e il 28 settembre ad Algeri. In particolare è il ministro dell’energia russo Alexander Novak che ha dichiarato al giornale saudita Asharq al-Awsat:

“Il paese si impegna a proseguire il dialogo per stabilizzare il mercato (…) Siamo pronti a raggiungere il più ampio livello di cooperazione possibile, mettendo in atto misure congiunte per ottenere la stabilità del mercato del petrolio, a condizione che tali misure non siano limitate nel tempo”.

A gettare però un’ombra sul clima di serenità ritrovato all’interno dell’Opec e nei rapporti con la Russia, è l’Iran.

Il ministro del Petrolio di Teheran infatti non ha ancora deciso se partecipare all’incontro i Algeri di fine settembre. Già al vertice tenutosi a metà aprile a Doha, il governo iraniano si era rifiutato di partecipare al congelamento della produzione petrolifera, tanto da far naufragare l’accordo palesato da tempo con Riad. Frena gli animi anche il ministro del Petrolio nigeriano Emmanuel Ibe Kachikwu che su Twitter commenta:

 “Da parte mia l’ottimismo è piuttosto scarso sul possibile esito degli incontri di Algeri. Credo comunque che il coinvolgimento del 70% dei produttori di petrolio potrebbe avere un impatto”.