Petrolio, Opec+ aumenta produzione, cosa ne pensano gli analisti

2 Febbraio 2022, di Massimiliano Volpe

Come da attese l’Opec+, l’alleanza di 23 nazioni produttrici di petrolio guidata da Arabia Saudita e Russia, ha riconfermato per marzo il graduale aumento della produzione di 400.000 barili al giorno.  A renderlo noto sono stati i delegati dei Paesi produttori.

Una decisione che non è riuscita a frenare la corsa del greggio sui mercati: a metà pomeriggio il Brent segna un progresso dello 0,88% a 89,69 dollari mentre il Wti avanza dello 0,71% a 88,66 dollari, vicino ai massimi dal 2014.

I rialzi di oggi seguono quelli dei giorni scorsi e beneficiano delle tensioni tra Russia e occidente, della domanda globale robusta, alla quale negli ultimi giorni si è aggiunta anche una componente extra legata all’ondata di gelo che sta colpendo il nordest degli Stati Uniti.
Nel corso degli ultimi 12 mesi le quotazioni di Brent e Wti hanno messo a segno rialzi di oltre il 50%.

La transizione energetica verso le fonti energetiche pulite non sembra quindi in grado di arrestare la corsa dell’oro nero.

Petrolio, fino dove possono arrivare quotazioni

Ma fino a dove possono spingersi le quotazioni del petrolio?

Secondo gli analisti le quotazioni del petrolio hanno ancora spazio per crescere. Dal punto di vista dell’analisi tecnica, evidenziano gli analisti di Mps Capital Services – la rottura della resistenza 88,84 dollari aumenta il rischio di un proseguimento del rialzo verso la successiva a 96,75 dollari (minimo di aprile 2013), a meno che il segnale di forza non sia negato da un ritorno sotto 88,84 in tempi brevi (già questa settimana).

Più ottimista Goldman Sachs secondo cui i prezzi sono diretti a 100 dollari al barile entro il terzo trimestre dell’anno, citando diversi fattori che vanno ad alimentare il surriscaldamento dei prezzi. Da un lato l’effetto inferiore al previsto sulla domanda della variante omicron, dall’altro le maggiori interruzioni dell’offerta e carenze OPEC+. “Ciò mantiene il mercato petrolifero globale in un disavanzo maggiore anche rispetto alle nostre previsioni (superiori a quelle di consenso)”, afferma Goldman.