Petrolio: nervosismo e arriva a superare i $110, poi ritraccia

2 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ultimo giorno di trading della settimana senza dati macroeconomici importanti (a parte il pil canadese) che ci darà la possibilità di comprendere quale possa essere il sentiment di breve periodo del mercato, dopo i forti scossoni visti due giorni fa e la fase di consolidamento vissuta ieri su molti strumenti. I non farm payrolls verranno pubblicati settimana prossima, per cui avremo tempo per ragionare sui dati relativi alla disoccupazione, dopo le parole di Bernanke.

Sul fronte rischio ieri abbiamo assistito a belle salite, accompagnate da una lieve ma concertata vendita di dollaro americano (a parte il UsdCad, che si sta muovendo in maniera decorrelata) e sul fronte commodity abbiamo avuto il petrolio che ha tentato nuovamente la rottura di 110.00, per ora contenuta e l’oro che si è mantenuto sotto le resistenze che passano in area 1,725.00.

Dando uno sguardo tecnico all’oro nero per quanto riguarda la giornata di oggi, troviamo i livelli di supporto passanti in area 108.25, con possibilità di estensioni fino a 107.50 in caso di rottura, mentre sembra che un ritorno sopra 109.00 possa far accelerare nuovamente verso i massimi, mentre per quanto riguarda il metallo giallo esistono delle possibilità di vedere nuove discese che potrebbero raggiungere anche i 1,700.00 dollari/oncia se le resistenze dovessero tenere.

Per valutare eventuali rotture a rialzo aspettiamo la rottura di 1,730.00. Continuiamo a concentrarci sugli aspetti tecnici, data la mancanza di spunti macro incominciando dall’eurodollaro che, oramai è chiaro, si trova in un momento di correzione rispetto al trend positivo con origine dalla metà di febbraio scorso.

Molto utile in questo senso, per anticipare eventuali nuove evoluzioni, è utilizzare le percentuali di ritracciamento di Fibonacci. Se, infatti, prendiamo in considerazione la salita da 1.2975 sino a 1.3485 (compiuta fra il 16 ed il 24 febbraio), possiamo osservare come la prima delle zone di supporto indicate con il 38.2% di ritracciamento è il livello che da due giorni supporta il cambio: parliamo di 1.3295 che anche per oggi sembra poter essere il supporto prima di un eventuale estensione verso il secondo livello che si trova a 1.3230.

Non cambia per nulla l’interpretazione fornita da alcuni giorni sul cambio UsdJpy. Ci troviamo in una evidente tendenza rialzista che trova il suo livello principale di supporto a 80 figura e che trova resistenza, ad un eventuale nuova estensione, a 81.50 (toccato nelle prime ore di questa mattina).

Anche il cambio EurJpy non fornisce alcuno nuovo spunto di interpretazione, dato che da martedì i prezzi si trovano a viaggiare all’interno di un range di 100 pip. Pensiamo ad un supporto infatti posto inizialmente a 107.80 (anche se sappiamo che il più interessante si trova a 107.35), mentre troviamo una resistenza a 108.75.

Il cable, ancora una volta negli ultimi tempi, si trova decorrelato dall’eurodollaro. In questo caso ci troviamo, infatti, molto vicini all’area di massimo raggiunto da novembre con un interessantissimo livello di supporto, 1.59 figura, che guida la scelta del “lato” preferito sul cambio. Sino a che, infatti, questo livello di supporto terrà sembra che il lato lungo sia da preferirsi con una tendenza che pare indirizzata a ricercare i massimi visti a 1.6120 sul finire di ottobre scorso.

Passiamo ad osservare il franco svizzero.

Il cambio EurChf, pur mostrando una volatilità maggiore dei giorni passati, non riesce nell’intento di interrompere la lateralità che regna sovrana da giorni. Nostro malgrado dobbiamo ripetere ancora una volta che, sino ad una rottura di 1.2085 (1.225 poi) e sino ad un test di avvicinamento di 1.20 figura, difficilmente la situazione cambierà.

Il cambio UsdChf, invece, continua il percorso di correzione rialzista incominciato mercoledì e crediamo che molto presto si troverà a fare i conti con il livello di resistenza dinamica e statica posto a 0.9090. Su questo livello coincidono i minimi delle settimane passate, essendo confermato dal transito della media a 100 periodi all’interno di un grafico con candele a quattro ore.

Come spesso accade, concludiamo con un aggiornamento sul cambio AudUsd che seguita a muoversi all’interno di una figura potenzialmente di continuazione del trend primario. Parliamo di quel rettangolo che ha origine la prima decade di febbraio e che è delimitato da 1.0600-20 e da 1.0845. Attenzione soprattutto alla rottura della parte alta di questa figura che potrebbe condurre alla continuazione della forte tendenza rialzista del cambio e riportarci a vedere prezzi prossimi a 1.10.

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