Petrolio e oro colpiti da una crescente avversione al rischio

15 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ci troviamo di fronte ad un mercato molto pesante, dove l’avversione al rischi la sta facendo da padrona, senza troppi giri di parole.

In un contesto del genere il dollaro americano si sta rafforzando (FXCM Dow Jones DOLLAR INDEX oltre i 10.000 punti, vicino ai livelli di aprile), per il semplice motivo che esso risulta attualmente l’unico rifugio considerato attendibile dagli investitori, che hanno fatto ricadere le forti vendite non solo sull’azionario, ma anche sul mondo delle commodities, che confermano il forte grado di correlazione diretta con le fasi di risk on/risk off.

Per rimanere in tema, ieri abbiamo assistito a forti sell off sul petrolio e sull’oro che li hanno fatti arrivare rispettivamente a 94.20 e 1.563.37, livelli, soprattutto nel secondo caso, difficili da immaginare fino a due giorni fa, ma che dalla rottura di 1.700 erano diventati per lo meno possibili.

Queste forti discese rappresentano, a nostro parere, la testimonianza che gli investitori sono sfiduciati e vogliono mettersi al riparo da possibili scossoni di mercato oltre al fatto che essi hanno cominciato a, come si suol dire, portare a casa l’anno, dunque anche le prese di profitto hanno fatto la loro parte all’interno di questi movimenti.

I livelli da tenere in considerazione per le evoluzioni future risultano essere, sul petrolio i minimi di ieri come supporti per sbarrare la discesa verso 92.50, mentre in caso di rottura dei minimi sull’oro, 1.550,00 sembra essere il primo probabile livello di arrivo, dove troviamo il passaggio della trend line di lungo periodo.

Anche le borse come detto stanno soffrendo molto la situazione ed i livelli raggiunti su molti indici sono preoccupanti, a partire da quello italiano. Siamo infatti giunti in area 14.400 e se si rompono i supporti in area 14.350, un’estensione fino a 14.000 potrebbe rendersi concreta.

Anche lo S&P si è avvicinato molto a 1.200 punti, livello di supporto che può contenere la discesa che altrimenti si dirigerebbe verso 1.185, mentre il Nikkei, che questa notte è sceso di oltre l’1.5% (pubblicato anche un Tankan a -5) vede i supporti a 8.350 con obiettivi a 8.250 in caso di rottura.

Dal punto di vista macroeconomico non è cambiato sostanzialmente nulla, mentre a livello di dati oggi avremo l’inflazione europea e la decisione sui tassi in Svizzera (attenzione, dopo la volatilità che abbiamo visto ieri su EurChf come vedremo tra poco il dato potrebbe essere market mover)

Ma passiamo ora a dare uno sguardo ai livelli tecnici più interessanti per la giornata di oggi, cominciando a notare come l’EurUsd abbia raggiunto il primo target di supporto statico passante in area 1.2975 ed ora sembra intenzionato a puntare ancora più in basso. Come è possibile notare dal grafico in pagina infatti, la linea tratteggiata blu, passante per 1.2875 rappresenta l’ultimo supporto prima di 1.2500. Se ci spostiamo su un timeframe più basso e guardiamo un grafico orario, i punti da tenere sotto controllo sembrano abbastanza chiari: 1.3000 è il livello di resistenza più importante. In caso di sua rottura, possibili accelerazioni in area 1.3075, ma in caso di sua tenuta verrebbero attaccati i punti di minimo visti ieri a 1.2950, per poi dirigersi verso il supporto di lungo periodo.

Per quanto concerne il UsdJpy, i livelli di attenzione rimangono sempre gli stessi e ieri abbiamo avuto un’ottima conferma di come l’area compresa tra 78.15 e 78 ¼ sia da considerare di forte resistenza. In caso di rottura a rialzo dell’ultimo confine indicato, sarà possibile giungere in area 79, mentre eventuali correzioni in caso di rottura a ribasso della ema 21 oraria che accompagna questo lento trend a rialzo potrebbero fermarsi in area 77.90 (ema 100 su un grafico orario).

L’eurJpy si sta chiaramente muovendo di conseguenza ai movimenti dei suoi cambi principali e si trova, come l’EurUsd, in prossimità della media a 21 periodi su un grafico orario. Questo livello di resistenza di breve passa per 101.50 e insieme a 101.75 rappresenta un’area di potenziale vendita di euro. In caso di passaggio di questo livello si aprono le strade verso 102.50, mentre nel più probabile caso di ribasso, le strade si aprono verso 100, ultimo schermo prima di un potenziale ribasso di altre 10 figure.

Molto belli gli strappi a ribasso del cable, che ieri ha quasi raggiunto 1.5400. Proprio nel momento in cui scriviamo, si sta intensificando la forza ribassista su questo cambio, che potrebbe risultare anticipatrice anche per l’euro. 1.5400 l’obiettivo per la mattinata, con i punti di resistenza passanti per 1.5470, 1.5300 il possibile livello di arrivo in caso di rottura dei supporti (minimi di ieri in area 54).

Prova di forza da parte del cambio UsdChf, che ha toccato quota 0.9550 aprendo la strada, in caso di rottura anche di questi massimi, verso 0.9760. Concentrandoci su orizzonti temporali più brevi, è possibile assistere a correzioni che possono arrivare anche in area 0.9480, a nostro parere realizzabili se si rompe la media a 21 su un grafico orario, che fin’ora ha funzionato egregiamente come linea di supporto dinamico.

Molto interessante il movimento visto ieri sull’EurChf. Dopo esserci avvicinati nuovamente ai supporti in area 1.2300, abbiamo assistito ad una forte serie di acquisti, che hanno fatto riguadagnare una figura tonda al mercato e che ora fissano i nuovi probabili confini di range tra 1.2400 e 1.2350. Il 23 figura acquista dopo ieri ancora più importanza.

Non possiamo non dare uno sguardo anche alle commodity currencies, dal momento che, dopo la formazione di una perfetta flag ribassista su un grafico orario, l’AudUsd ha rotto a ribasso il livello di parità e si è portato oltre il primo obiettivo di supporto che avevamo individuato in 0.9940. L’area ora compresa tra 0.9870 e 0.9850 rappresenta il supporto più importante per la giornata, che se rotto aprirebbe le strade verso 0.9780, mentre sul UsdCad siamo in presenza di un triangolo individuabile su un grafico orario che ha come confini per valutare un’eventuale rottura a ribasso l’1.0400. Oltre questo livello interviene 1.04 ¼, ultimo baluardo prima dell’1.0500.

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