Petrolio: con il fracking in arrivo offerta 140 miliardi di barili

14 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Sui mercati petroliferi globali potrebbero arrivare ben 140 miliardi di barili di nuova offerta. E’ quanto scrive il Financial Times, affermando che il responsabile di questa iniezione di greggio sarebbe il fracking, attività di estrazione controversa, che secondo recenti studi avrebbe provocato terremoti negli Stati Uniti.

L’ammontare della nuova offerta, precisa il quotidiano britannico, sarebbe uguale alle riserve di petrolio della Russia.

La previsione è stata formulata dalla società di ricerca IHS, secondo cui nei prossimi anni paesi come l’Iran, la Russia, il Messico e la Cina faranno sempre più ricorso alla tecnica del fracking per assicurarsi nuove quantità da rivendere sul mercato. Secondo IHS, almeno due/terzi di petrolio extra potrebbero essere prodotti di fatto in Medio Oriente e in America Latina. A tal proposito Susan Farrell, vice direttrice generale della divisione di ricerca di energia presso IHS, ha ammesso di essere “sorpresa per il potenziale impressionante di aumento dell’offerta, generato dall’utilizzo di queste tecniche non convenzionali”.

IHS ritiene che siano 141 miliardi i barili di petrolio che potrebbero essere estratti dai pozzi petroliferi al di fuori del Nord America, di cui 135 miliardi con il fracking. Di tale quantità, almeno 40 miliardi di barili sono disponibili in Iran, dove il governo tenterà di attrarre investimenti stranieri, nel momento in cui le sanzioni internazionali sulle sue attività nucleari saranno rimosse (e sempre SE saranno rimosse).

Il Messico, che sta aprendo il suo settore energetico agli investimenti esteri, ha la possibilità di estrarre 14 miliardi di barili, la Russia 12 miliardi e la Cina 6 miliardi.

Altri paesi che rientrano nella “Top 10”, in termini di capacità estrattive possibili con il fracking, sono gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, il Kazakistan, l’Algeria, la Libia e il Venezuela, ciascuno con un potenziale superiore a 4 miliardi di barili di risorse aggiuntive.

Una curiosità: in Francia, dove la tecnica del fracking non è consentita, il sito di Saint Martin de Bossenay, vicino a Parigi, abbandonato nel 1996, è stato rinnovato con il ricorso alla tecnica delll’estrazione orizzontale, fattore che ha portato il potenziale di produzione di petrolio dal 40% al 44%, e all’incremento delle riserve del paese di 1 milione di barili, o del 10% circa. (Lna)

Fonte: FT