PETROLIO: CARO-GREGGIO ZAVORRA PER I CONTI UE

28 Settembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Bilancia commerciale extra-Ue ancora in affanno nel mese di agosto. Il mese si è chiuso con un rosso di 372 milioni di euro dopo l’attivo di 1,012 miliardi dell’agosto dello scorso anno. Lo comunica l’Istat precisando che il dato è dovuto ad una crescita delle importazioni del 19,5% a fronte di un aumento delle esportazioni dell’1,9 per cento.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Nei primi otto mesi dell’anno il saldo risulta negativo per 5,279 miliardi, rispetto ad un attivo di 534 milioni dello stesso periodo del 2004.

I responsabili dell’indagine Istat precisano, dunque, che il dato negativo dello scambio commerciale con i paesi extra Ue è determinato dalla forte dinamica delle importazioni. Nei primi otto mesi del 2005 – precisano – le esportazioni sono aumentate del 6,4% e le importazioni del 14,4 per cento.

Dall’Istat sottolineano come a pesare sul dato siano soprattutto le importazioni del settore dei minerali energetici, che riguardano petrolio grezzo e gas naturale, al netto dei quali, nel periodo gennaio-agosto si registra un leggero miglioramento dell’attivo, pari a 249 milioni.

Guardando ai settori di attività economica, l’Istat precisa che in agosto i maggiori incrementi delle esportazioni si registrano per i prodotti petroliferi raffinati (+86,3%) mentre per le importazioni i maggiori aumenti riguardano l’energia elettrica, gas e acqua (+123,7%) e i minerali energetici (+43,9%).

Relativamente, invece, all’analisi per paese e area geoeconomica, l’Istat rileva come ad agosto, rispetto allo stesso mese del 2004, i più elevati incrementi delle importazioni riguardano i paesi Opec (+56%) e la Cina (+26,7%). Anche nei primi otto mesi le importazioni hanno registrato i maggiori aumenti dai paesi Opec, dalla Cina e dalla Russia mentre le esportazioni sono aumentate verso tutti i paesi e aree geoeconomiche.

“Il dato di agosto – commenta Adolfo Urso, vice ministro alle attività produttive con delega al commercio estero – sconta da un lato la forte competizione con i paesi emergenti, come Cina e India, e dall’altro la zavorra dell’import petrolifero dai paesi Opec, cresciuta a un livello record”.

Per Urso, nel complesso dei primi 8 mesi dell’anno, c’è una ripresa del made in italy ma la zavorra delle importazioni petrolifere rischia di rendere strutturale il deficit della nostra bilancia commerciale”. “Il made in italy non è in crisi – prosegue – semmai è entrata in un cono d’ombra la nostra bolletta energetica che aumenta a dismisura a causa dell’aumento irrazionale del prezzo del petrolio a cui noi siamo legati più degli altri”.

Copyright © La Repubblica per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved