Petrolio al bivio: croce dorata oppure della morte

23 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Quando mancano due giorni al vertice di Vienna dei maggiori paesi produttori di greggio, dal punto di vista tecnico il petrolio si trova davanti a un bivio cruciale. Un andamento in rialzo potrebbe spingere i contratti in una fase rialzista, ma i prezzi dei future Wti potrebbero anche capitolare.

Tra l’andamento altalenante sui mercati energetici e le notizie in ambito politico con l’Opec – che dovrebbe non solo estendere di altri nove mesi l’intesa sulla riduzione della produzione bensì anche aumentare la mole dei tagli, con l’obiettivo di abbassare i livelli in eccesso dell’offerta di petrolio – per la materia prima è il momento della verità.

Due figure si stanno formando praticamente in contemporanea dopo gli ultimi sbalzi delle quotazioni. Una “croce della morte” ribassista si verifica quando la media a breve termine dei valori toccati da un asset scivola sotto la media a lungo termine. È un segnale di stress notevole. La cosa strana dell’andamento visto di recente nei prezzi del petrolio, è che anche il contrario potrebbe accadere. In quel caso si parla di “croce dorata”.

La media a 50 giorni del petrolio e quella a 200 giorni stanno convergendo intorno alla stessa area di trading range (vedi grafico sotto riportato). La media a breve termine è rappresentata da una linea rosa, quella a lungo termine è in verde.