Pessimismo Borse potrebbe contagiare economia globale

18 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Nonostante le rassicurazioni dei politici sulla tenuta della crescita globale, il primo trimestre del 2018 ha presentato più di una sfida per gli investitori: aumento dei rendimenti obbligazionari, un balzo del prezzo del petrolio oltre i 70 dollari al barile, volatilità delle Borse e crepe nel credito. Tutti elementi che potrebbero finire col compromettere la crescita.

Una preoccupazione sempre più diffusa tra gli analisti è che, a meno che cambi il vento sul mercato, il pessimismo sempre più diffuso tra gli investitori possa   contagiare consumatori e aziende, compromettendone la spesa.

Un avvertimento in tal senso era già arrrivato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali che ha già avvertito che la prossima recessione sarà scatenata da un rallentamento del ciclo finanziario, cosí come è successo nel 2001 e nel 2008.

La minaccia è tanto più pericolosa visto che le attività finanziarie continuano a crescere: il rapporto tra asset finanziari e prodotto interno lordo è ora pari a 10 rispetto a 6 dei primi anni ’90, secondo Stephen Jen, CEO di Eurizon SLJ Capital.

“Le banche centrali hanno intenzionalmente alimentato i prezzi gli asset stimolare l’economia reale”, ha affermato Jen, con sede a Londra. “Ma ora il livello delle quotazioni di titoli azionari, obbligazioni e immobili è gonfiato. Non sorprenderebbe che, questa volta una correzione sincronizzata nei mercati finanziari globali possa provocare un rallentamento globale”.

A questo proposito secondo Warren Buffett il valore dei tassi di interesse dei Bond, che continua a salire in Usa, è fondamentale per stabilire la corretta valutazione anche delle Borse. Andrew Sheets, stretegist di Morgan Stanley, questa settimana ha evidenziato una disconnessione tra le aspettative dell’impresa di un “ciclo economico che sta maturando ma non finisce” e la visione “decisamente meno rosea” dei mercati.