PERFINO IL PAPA PERDE
E CHIUDE I BILANCI IN ROSSO

10 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

La Santa Sede chiude il 2007 con un bilancio in rosso. Il disavanzo netto alla fine dell’anno scorso risulta infatti pari a 9.067.960 euro. E’ la prima volta da tre anni: nel 2004, 2005 e 2006 infatti i risultati erano stati positivi per un totale di 15.206.587 euro. I numeri sono stati diffusi dal Consiglio dei cardinali per i problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, che si è riunito la settimana scorsa.

Le entrate del Vaticano l’anno scorso hanno toccato quota 236.737.207 euro, mentre le uscite sono state superiori: 245.805.167 euro. E il risultato netto è quindi negativo.

Tre i capitoli presi in considerazione nel bilancio – attività istiuzionale, settore immobiliare e attività finanziaria: è quest’ultimo che ha originato l’inversione di tendenza. “Il settore si è chiuso con un avanzo netto di 1,4 milioni di euro contro 13,7 milioni di euro del 2006; si è avuta perciò una flessione di circa 12 milioni di euro, ascrivibile principalmente alla brusca ed assai accentuata inversione di tendenza nella fluttuazione dei tassi di cambio, soprattutto del dollaro statunitense”. In lieve calo gli introiti da investimenti in titoli, in aumento invece gli investimenti nel comparto finanziario a breve termine. Insomma, è stato il supereuro a determinare il rosso delle finanze vaticane.

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Il settore immobiliare “ha ottenuto un risultato positivo netto di 36,3 milioni di euro, superiore a quello registrato nel 2006 che si attestò a 32,3 milioni di euro. L’incremento in termini assoluti è di 4 milioni di euro, imputabile sia al maggior gettito delle locazioni, sia alle plusvalenze realizzate per la vendita di alcuni cespiti immobiliari. In aumento anche le spese dirette su immobili a reddito che da 15,4 milioni passano a 18,2 milioni di euro, con un aumento del 18%”. Saldo negativo di 14,6 milioni di euro, poi, per Radio Vaticana e per l’Osservatore Romano. Quanto all’attività finanziaria della Curia romana, infine, sostanzialmente invariati sono stati i contributi degli episcopati (86.022.372 euro nel 2006, 86.143.257 euro nel 2007) e le spese (da 126,2 milioni di euro nel 2006 a 125,4 milioni di euro nel 2007.

Restano sostanzialmente stabili le voci riguardanti l’attività istituzionale della Santa Sede. Questo settore ingloba tutti i dicasteri della Curia Romana: Segreteria di Stato, Rappresentanze Pontificie, Congregazioni Romane, Pontifici Consigli, il Sinodo dei Vescovi e altri uffici. Dal momento che si tratta di organismi che assistono da vicino il Santo Padre nella sua missione di Pastore universale a servizio delle Chiese locali e a beneficio dell’intera umanità, essi non producono ricavi. Da qui il senso della disposizione che richiama i vescovi a venire incontro alle necessità della Santa Sede per sostenerne l’attività.

Nel 2007, oltre ad altri introiti di minore entità, i contributi arrivati da Conferenze Episcopali, Diocesi, Istituti religiosi, Istituzioni ed enti vari è rimasta sostanzialmente invariata ( 86.022.372 euro nel 2006, 86.143.257 nel 2007). Anche i costi dell’intero settore, direttamente connessi con l’attività della Curia Romana, sono rimasti sostanzialmente identici: si è passati da 126,2 milioni di euro nel 2006 a 125,4 milioni nel 2007. Profondo rosso invece, ma non è una novità, per due delle quattro istituzioni collegate con la Santa Sede: tra le “aziende mediatiche” del Papa, Radio Vaticana e Osservatore Romano sono in passivo mentre Libreria Editrice Vaticana e Centro Televisivo Vaticano sono in attivo. L’insieme di queste attività sono strettamente legate alla diffusione della voce e dell’immagine del Papa.

Il settore ha chiuso con un saldo negativo di 14,6 milioni di euro, riferibile sostanzialmente al deficit della Radio Vaticana e ai costi per “L’Osservatore Romano”. Risultati positivi sono invece venuti dalla Tipografia Vaticana che ha chiuso il proprio bilancio con un avanzo di 1 milione di euro, dal Centro Televisivo Vaticano, con un avanzo di 458.754 e dalla Libreria Editrice Vaticana con un utile di 1,6 milioni di euro.