Perdere tempo con la Grecia mentre Roma e Madrid bruciano

22 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – E’ presto per stappare le bottiglie di champagne. Lasciatele in cantina, perche’ tra qualche giorno una nuova coda della crisi sistemica potrebbe colpire i mercati. Gli spread sui rendimenti di Italia, e poi Belgio, ma anche altri paesi dell’area euro, rischiano di tornare ad allargarsi.

A lanciare l’avvertimento e’ Harvinder Sian, strategist europeo di RBS, che riconosce il fatto che la moneta unica dovra’ fare i conti con un periodo buio. L’euro vedra’ in faccia la morte, spingendo finalmente i leader Ue ad agire materialmente.

Il principale motivo? Proprio il tanto acclamato summit Ue di ieri. Se ha dato respiro alla Grecia, non ha fatto nulla per aiutare Spagna e Italia, secondo Sian.

Sta accadendo il peggio sul fronte madrileno e romano, ma i leader europei stanno “perdendo tempo” con la Grecia che andava salvata piu’ di un anno fa. L’intesa raggiunta al summit Ue permettera’ sicuramente a tanti di fare un bel sospiro di sollievo, alleviando i problemi della Grecia grazie all’abbassamento dei tassi di interesse, al riscadenziamento del debito e ai piani di buyback.

Il problema e’ che questo andava fatto molto tempo fa e anche se la strategia politica e’ la stessa utilizzata anche per risolvere le crisi in Irlanda e Portogallo, il danno ormai e’ stato fatto. Sopratutto, i funzionari politici rimangono molto indietro rispetto alla curva e dunque rispetto ai mercati. Difficilmente faranno qualcosa di pratico per venire incontro a Spagna e Italia.

Questo perche’ si fa ricorso al tema ricorrente del “too big to fail”. Si deve considerare che anche la Germania ha le sue colpe, perche’ insiste sulla partecipazione dei privati, soluzione che non puo’ certo essere esclusa, visto che l’aritmetica – dal punti di vista del sostegno parlamentare – e’ dalla parte di Merkel. La cancelliera tedesca puo’ contare su un’ampia maggioranza per chiedere l’approvazione della riforma del fondo salva stati EFSF.

Non si sa come gli investitori reagiranno d’ora in avanti. Sebbene la maggior parte di banche e compagnie di assicurazioni che sono in possesso di enormi quantita’ di bond greci e altri governi dell’area euro, hanno garantito che appoggeranno il piano (tra questi Allianz, Societe Generale e National Bank of Greece), la cosa piu’ importante e’ quello che avverra’ nel mercato obbligazionario degli altri paesi indebitati.

Non dimentichiamoci che fino all’inizio di questa settimana il valore dei titoli di stato dei Piigs stava crollando sulle paure di un contagio della crisi del debito greca.

Ma poi i rendimenti hanno incominciato a calare nei due giorni precedenti al summit Ue. Il rendimento sul due anni irlandese e’ sceso dal 21,8% al 19,1% mercoledi’, prima dell’annuncio dell’accordo sul nuovo piano di salvataggio della Grecia, e dal 23,2% di lunedi’.

Lo yield del due anni italiano e’ diminuito al 3,62% dal 3,98% di mercoledi’ e dal 4,57% di lunedi’. Oggi scende di 20 punti sotto quota 230 punti basi lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi, ai minimi dallo scorso 7 luglio. Un discorso simile puo’ essere fatto per la Spagna.

Tuttavia non va dimenticato che i rendimenti di quest’ultima si trovano ancora in una zona di pericolo (vedi grafico allegato). Il rendimento si e’ mosso in media in un range tra il 6 e il 7% per quanto riguarda i titoli a 10 anni dei paesi Piigs.

Anche se c’e’ stata una pausa ultimamente e anche prima che accelerassero, i mercati parlano di un punto di non ritorno nell’area del 6,5%.

Tenuto conto che la Spagna (e preso con ogni probabilita’ potrebbe toccare anche l’Italia ) e’ entrata nella zona di pericolo per i rendimenti, un grande evento di rischio sistemico e’ plausibile a breve. Anche nel giro di qualche settimana. Sarebbe la fine dei giochi per Madrid.

Come ha notato Salmon di Reuters, gli investitori hanno un altro modo di interpretare l’ultimo piano di salvataggio della Grecia:

“Nel complesso analizzando i dettagli dell’accordo, pare che lo schema possa essere riutilizzato anche in futuro per affrontare casi di default o ristrutturazione del debito”. E sta proprio qui il problema.

“Nell’intesa non c’e’ nulla che possa rassicurare i dententori di bond irlandese, portoghese e nemmeno spagnolo e italiano”. Non sono ancora salvi. La Grecia sara’ il primo paese Ue ad assistere a un default del proprio debito. “Ma dubito che sara’ l’ultimo”.