Perchè uno dei Ceo italiani di maggiore successo è diventato consigliere di Arnault

11 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per molti anni «Francesco Trapani ha progressivamente integrato Bulgari tra i marchi più apprezzati al mondo per la sua eleganza e il suo fascino. Negli ultimi tre anni, Francesco ha completato con successo l’integrazione di questo prestigioso marchio all’interno del nostro gruppo. Sono lieto di poter continuare a beneficiare della sua esperienza. Sono anche lieto che Jean-Claude Biver abbia accettato di essere a capo del reparto orologeria».

È questo il commento di Bernard Arnault al comunicato stampa con cui il gruppo Lvmh, la più grande concentrazione mondiale del lusso (il bilancio 2013, reso noto dieci giorni fa, parla di entrate per 29,1 miliardi di euro, in crescita del 4%) annuncia che Francesco Trapani «ha deciso di abbandonare la sua posizione come capo della divisione orologi e gioielli dal 1° marzo 2014. Ricoprirà il ruolo di consigliere del chairman del gruppo, Bernard Arnault, all’interno del settore gioielli del gruppo, e resterà un consigliere di amministrazione di Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton».

La notizia ha comprensibilmente scatenato una ridda di supposizioni, visto che Francesco Trapani è l’uomo che ha trasformato un grande gioielliere in uno dei brand multi-prodotto più noti del mondo, conducendo infine le trattative per la vendita a Lvmh, conclusasi nel 2011.

Si è persino pensato a una sorta di complotto per frenare l’ascesa di Trapani all’interno del gruppo, ascesa confermata dagli ottimi risultati del marchio (Lvmh non fornisce cifre sui singoli marchi, ma i profitti di Bulgari parlano di una crescita molto superiore a quel 12% di aumento dell’intera sezione orologeria sull’anno precedente, cifra indicata nel bilancio 2013) e soprattutto dal successo di una strategia d’espansione che era da lungo tempo nei piani di Trapani e che gli è stata consentita proprio dall’entrata in Lvmh.

In realtà sembra sia stato lo stesso Trapani a chiedere una sorta di timeout da impegni che divenivano sempre più gravosi. Fonti interne, ovviamente anonime, parlano di un accordo a lungo cercato per lasciare ad Antonio Belloni, Lvmh group managing director, la responsabilità della sezione gioielli (Bulgari, Chaumet, Fred e De Beers), e a Jean-Claude Biver, attualmente presidente di Hublot, quella dei brand di orologi: Tag Heuer e Zenith.

Trapani, in pratica, ha bisogno di diminuire temporaneamente i propri impegni in Lvmh sia per curare i propri interessi (ossia per gestire al meglio il proprio patrimonio personale, trascurato dopo la vendita di Bulgari) che per prendersi un periodo sabbatico a trent’anni esatti da quel 1984 che lo vide prendere le redini di Bulgari.

E sembra che di questa opportunità Trapani sia davvero molto grato ad Arnault, ma anche a Belloni e Biver: si dice che quest’ultimo abbia a lungo cercato di evitare l’incarico, dopo essersi già defilato dagli incarichi operativi assumendo la presidenza di Hublot, la «sua» marca d’orologi, lasciando la direzione a Ricardo Guadalupe.
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