PERCHÉ LA BCE NON SEGUE LA FED

26 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 26 set – “Chi spera in una riduzione dei tassi anche in Europa, rischia di rimanere deluso, a meno che la situazione non precipiti”. E’ questa l’opinione di Charles Wyplosz, professore di Economia Internazionale all’Istituto di Studi Internazionali di Ginevra e direttore dell’International Centre for Monetary and Banking Studies. “Non si tratta di ostinazione europea nei confronti del pragmatismo americano. L’atteggiamento rispecchia una situazione diversa”, scrive Wyplosz in un articolo che appare su “lavoce. info”. “Da qualche anno ormai i cicli americani precedono i cicli europei di più di dodici mesi. La Fed – ricorda l’economista – aveva cominciato a rialzare i tassi a metà del 2004, la Bce l’aveva fatto alla fine del 2005, perché la crescita economica, che in genere si accompagna a un incremento dell’inflazione, si era manifestata negli Stati Uniti ben prima che in Europa. Il rallentamento della crescita, per contro, si è fatto sentire negli Stati Uniti all’inizio del 2007 mentre in Europa, se non fosse per il contraccolpo della crisi, per il momento non se ne parlerebbe neanche. Ecco perché negli Stati Uniti si cominciava già a parlare di taglio dei tassi anche senza la crisi, mentre in Europa non se ne parlava affatto”. “In effetti – prosegue Wyplosz -, si tratta di una crisi di modeste proporzioni, se la si considera su scala planetaria. Il problema non consiste nelle perdite subite sui crediti ipotecari americani, ma nel fatto che tali perdite si risentono nel mondo intero. Fortunatamente sono di dimensioni ridotte, spezzettate in modo da risultare sopportabili da quasi tutti i grandi istituti finanziari. Ma, per contro, nessuno sa prevedere chi potrebbe trovarsi in difficoltà. Questa ignoranza incoraggia la prudenza e l’eccesso di prudenza si trasforma rapidamente in panico. Che infatti ha preso velocemente piede. Tuttavia, il panico può dissolversi altrettanto rapidamente, nel momento in cui si avranno informazioni precise. Questo è lo scenario ottimista. Ed è il motivo per cui la Bce temporeggerà”.