PER SALVARE IL POSTO, DEVE CATTURARE BIN LADEN

25 Febbraio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Se il direttore della Cia George Tenet è riuscito a conservare ancora il posto, dopo il bluff della sua agenzia spionistica sulle armi di distruzione di massa in Iraq, lo deve esclusivamente a una promessa. In un colloquio a fine gennaio, descritto alla Casa Bianca come «assai teso», Tenet ha giurato che, prima delle elezioni di novembre, George W. Bush avrà non solo lo scalpo di Osama Bin Laden, ma anche quello di Radovan Karadzic, il criminale di guerra serbo-bosniaco, latitante da otto anni. Ottenuto il nuovo viatico, seppure a tempo, il direttore della Cia è partito in missione per Islamabad e ha spedito uno dei suoi vice a Sarajevo e a Belgrado. In Pakistan Tenet ha messo con le spalle al muro il presidente Pervez Musharraf. Lo ha fatto prima con il dossier completo sul mercato nero dell’atomica organizzato dal padre della bomba islamica, Abdul Qadeer Khan, in combutta con alcuni generali pakistani. Poi, ha mostrato i verbali d’interrogatorio di un arabo arrestato qualche settimana fa a Karachi, Waleed bin Azmi. Il terrorista di Al Qaeda, interrogato da un team composto da agenti della Cia e dell’Fbi, ha confermato che la vera base operativa degli uomini di Bin Laden è nel sud del Waziristan. Lo stesso sceicco si muoverebbe in continuazione in quella zona impervia, ma sempre più spesso preferirebbe nascondersi in un’altra regione montagnosa, a nord della cittadina di Quetta, capitale del Baluchistan pakistano. Lo stesso prigioniero ha rivelato di aver avuto l’ordine dai suoi superiori di abbandonare il Waziristan, terra ormai bruciata, e di nascondersi a Karachi. Per scappare, ha confessato, si sarebbe fatto aiutare da ufficiali dell’esercito regolare pakistano, corrotti dai soldi di Bin Laden. Di fronte a queste sconvolgenti rivelazioni, Musharraf ha ordinato l’ennesima purga nelle sue forze armate e ha annunciato che avrebbe iniziato una nuova offensiva militare attorno alla città di Wana, capitale del Waziristan. Cosa che è avvenuta, con qualche settimana d’anticipo sui tempi prestabiliti, a causa di una fuga di notizie su un giornale inglese, all’alba di martedì 24 febbraio. Lo scopo è quello di mettere sotto pressione, con le buone e con le cattive, i capi tribali per spingerli a cacciare gli uomini di Bin Laden verso il confine afghano, dove i commando americani della Delta Force e Navy Seals potrebbero catturarli facilmente. Con questi stessi metodi Tenet e Musharraf hanno convenuto di poter stanare Bin Laden e il medico egiziano Ayman Al Zawahiri. L’accordo prevede un’invasione vera e propria, fra marzo e aprile, con almeno 30 mila soldati. Ma a Islamabad circola da tempo una voce sempre più insistente, e cioè che lo stesso Al Zawahiri stia trattando una specie di salvacondotto per sé e per il suo sceicco, per uscire sani e salvi dalle aree tribali e trovare un nuovo rifugio il più lontano possibile.

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