Per le agenzie di rating pesa il mistero dell’uovo e della gallina

4 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – In seno all’Unione Europea c’è chi pensa che per avere una corretta stima del merito creditizio dei singoli paesi, le agenzie di rating debbano lottare per convincere gli investitori che le stesse valutano in maniera serena e sicuramente indipendente le finanze statali e sono in grado tempestivamente di segnalare eventuali crisi future di debito sovrano. Lo ha detto il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ribadendo il ruolo oligopolistico delle tre principali agenzie di rating, secondo le quali le valutazioni del rischio di insolvenza degli Stati Europei non sono credibili e sono, esse stesse, influenzate dall’andamento dei mercati. Per cui il danno è piuttosto grave, acuendo, in rapporto causa-effetto, la crisi in atto già di per se difficile da risolvere. Le agenzie di rating sono quindi nuovamente sotto accusa e i governi lanciano possibilità alternative all’oligopolio delle tre sorelle (S&P, Moody’s e Fitch),in quanto ci sono stati dei vuoti informativi in un periodo delicatissimo, connotato da un’intensa attività speculativa sui mercati a scapito dei paesi con le finanze deboli e i rapporti disponibili non coprivano il periodo più recente, demandando al mercato il compito di definire in modo emotivo il perimetro della crisi con una serie di ribassi e danni per centinaia di miliardi di Euro. Insomma non finisce la diatriba tra Agenzie di Rating che dovrebbero essere indipendenti, ma che poi indipendenti non sono e gli Stati Sovrani, che dovrebbero presentare conti in ordine e oggettivamente messi nelle condizioni di essere serenamente valutati, ma che poi a posto in ordine non ci sono mai. E’ chiaro che le agenzie di ratings hanno acquisito un ruolo sempre più importante presso le società emittenti di titoli obbligazionari e quindi anche degli Stati sovrani. Ma l’importanza delle loro valutazioni dovrebbe restare circoscritta entro la sfera dei loro interessi specialistici. Purtroppo non è così. Oggi le loro decisioni hanno conseguenze che superano di gran lunga il ristretto ambito degli specialisti. Viviamo in un sistema informativo e di interconnessione dei mercati che fa si che ogni cambiamento e valutazione da parte di un’agenzia di ratings abbia rilevanti e immediate ripercussioni sull’andamento dei titoli e wuindi dei mercati finanziari. Così è proprio nella reazione dei mercati alla comunicazione di un rating che si manifesta uno dei più perversi meccanismi finanziari. E’ evidente quindi che coloro che dovrebbero evitare problemi, le agenzie di ratings, finiscono per crearli e circoscriverli diventa poi un’impresa ardua.