Per il fine settimana atteso annuncio su accordo debito greco

3 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri i listini azionari hanno chiuso sopra la parità, mentre gli spread hanno chiuso contrastati. Il differenziale sul decennale Italia-Germania è sceso sotto i 380 pb, con il tasso decennale al 5,6% e quello a due anni sceso fin sotto il 3%, portandosi ai livelli di inizio luglio 2011.

In occasione della visita della Merkel a Pechino, il primo ministro Wen Jiabao, ha dichiarato che la Cina sta considerando l’ipotesi di un suo maggiore coinvolgimento nel fondo Efsf/Esm attraverso il Fmi, aggiungendo che sarà comunque necessario che venga risolta la crisi del debito.

Rimane alta l’attenzione sulla Grecia. Il commissario agli affari economici e monetari, Rehn, ha dichiarato di prevedere che l’accordo sarà raggiunto nel fine settimana. Intanto resta alta la tensione politica nel paese come riporta il quotidiano Kathimerini.

Il neo primo ministro, come richiesto dalla Troika, dovrà infatti ottenere il consenso sulle riforme da tutti i principali partiti ed in vista delle elezioni (attese ad aprile) non è facile per le parti approvare misure altamente impopolari. Secondo il quotidiano, l’accordo prevede che i nuovi bond avranno una cedola tra il 3,6%-3,7%, mentre è in via di definizione la possibilità che questo valore salga dello 0,3%-0,5% qualora il paese rispetti il target sulla crescita.

Secondo il ministro delle finanze greco, come riportato da Reuters, uno dei temi ancora aperto sullo swap è la partecipazione della componente pubblica, la cosiddetta OSI (Official Sector Involvement).

Rehn ha inoltre chiesto ai paesi dell’area Euro uno sforzo aggiuntivo, in quanto secondo alcuni funzionari dell’area, la Grecia avrà bisogno di ulteriori 15 Mld€ oltre al secondo piano da 130 Mld€.

Secondo le stesse fonti, l’accordo tra privati e governo greco verrà comunicato a mercati chiusi questo fine settimana, mentre la riunione dell’eurogruppo di lunedì non è stata ancora confermata, ma sembra molto probabile.

Le stesse fonti hanno dichiarato che sarà discussa anche la partecipazione dei governi e della Bce all’operazione del debito ellenico.

Oggi è prevista anche una riunione dei ministri finanziari dei 4 paesi dell’area Euro con AAA, con esclusione della Francia in quanto non beneficiaria del massimo giudizio da parte di tutte le 3 principali agenzie di rating.

Negli Usa listini azionari in rialzo, soprattutto con riferimento alla componente tecnologica con l’indice Nasdaq ai massimi da circa 6 mesi. Non a caso anche l’indice Sox relativo al comparto dei semiconduttori, ha anch’esso segnato il massimo dallo scorso maggio.

L’atteso discorso di Bernanke alla commissione bilancio della camera, ha evidenziato indicazioni simili a quelle già emerse nel corso della recente conferenza stampa post riunione Fed. Ryan, il presidente repubblicano della commissione, ha incalzato Bernanke su diversi punti tra cui l’ipotesi che la Fed possa accettare livelli di inflazione elevati per supportare l’occupazione. Bernanke a tal proposito ha risposto: “non direi che è corretta (tale ipotesi). Non agiremo attivamente per rialzare l’inflazione o per allontanarci dal nostro target (2%)”.

Oggi l’attenzione sarà sui dati sul mercato del lavoro di gennaio.

Valute: andamento laterale per l’ euro/dollaro con il cross compreso tra l’area di supporto, 1.3080/1,3050 e quella di resistenza a 1.320-1.3230. Oggi pomeriggio potrebbe accentuarsi la volatilità sul mercato con la diffusione dei dati sull’occupazione Usa.

Il cross euro/yen oscilla intorno a 100 con la resistenza più vicina che oggi si colloca a 100,70 ed il supporto a 99,25. Il dollaro/yen si mantiene sopra l’area di supporto 76.

Materie Prime: forte rialzo per il gas naturale Usa (+7,2%) in seguito al calo delle scorte superiore alle attese. In rialzo il Brent (+0,5%), mentre il Wti (-1,3%) è in prossimità dei minimi da 6 settimane su segnali di aumento delle scorte a Cushing, sui massimi dallo scorso dicembre. Positivi i metalli preziosi con l’argento (+1,1%) salito sopra soglia 34$ e l’oro oltre i 1750$/oncia. Negativi gli industriali guidati dal piombo (-3,2%). Infine andamento misto per gli agricoli.

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