PER I GESTORI LA VOLATILITA’ CONTINUA

12 Aprile 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – «L’incertezza è nemica della Borsa e la situazione di insicurezza che si è venuta a creare dopo le elezioni politiche rischia di portare molto nervosismo a Piazza Affari, per diversi giorni. Se non addirittura per settimane». È unanime il giudizio degli operatori di mercato all’indomani della chiusura dei seggi. I gestori sottolineano almeno due elementi di perplessità: da una parte manca ancora la convalida certa degli eletti da parte della Cassazione, che dovrebbe arrivare entro fine mese.

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Ma dall’altra, anche in caso di conferma della vittoria da parte del centrosinistra, la scarsa maggioranza ottenuta al Senato rischia di rallentare le importanti riforme di cui ha bisogno il Paese. Con inevitabili conseguenze negative per la finanza pubblica e ovviamente per i mercati. «La situazione è fragile e incerta – hanno dichiarato ieri gli analisti di un istituto estero – Berlusconi ha chiesto la conta dei voti e aspetta ancora la diffusione dei dati certificati, mentre se Prodi sarà chiamato a formare il nuovo governo il suo compito non sarà semplice a causa dalla scarsa maggioranza del Senato».

Ieri Piazza Affari ha pagato il momento di perplessità, registrando una perdita superiore rispetto al resto d’Europa. «La Borsa italiana ha perso il 2%, contro la flessione media dell’1,5% delle Piazze europee – dice Gianluca Verzelli, direttore sviluppo e investimenti di Bnp Paribas – Piazza Affari non ha quindi registrato allarmismi. Ha semplicemente perso quello che aveva guadagnato in più il giorno prima, quando si era prospettata una vincita netta dell’Unione. Ma ora – aggiunge – il vero problema è la ristrutturazione della finanza dello Stato. Se la spesa pubblica non si ridurrà le agenzie di rating potrebbero declassare l’Italia, con conseguenze negative sulla Borsa (vedere l’articolo sopra, ndr)». E ieri si sono già visti i primi effetti dell’incertezza.

«La cautela è d’obbligo in questa fase – aggiunge Umberto Orsenigo, responsabile fondi azionari Italia Dws Investments Italy – Le quotazioni di Piazza Affari sono già salite molto negli ultimi mesi e le attese di crescita dei profitti sono già nei prezzi. Un ripiegamento delle valutazioni non sarebbe quindi sorprendente. E ora l’instabilità politica rischia di far aumentare la volatilità. Meglio quindi aumentare un po’ gli investimenti monetari». Tra i titoli utili in questa fase di transizione secondo Orsenigo, ci sono le utility, ma anche le società di costruzione.

«Il programma del centro sinistra prevede limiti al meccanismo per la determinazione delle tariffe delle utility – dice il gestore – Ma ora probabilmente la coalizione avrà qualche difficoltà in più per attuare il suo progetto. Per questo il settore potrebbe beneficiarne. Così come quello delle società di costruzione che avrebbero potuto risentire dello stop alle grandi opere». Ma tra i veterani della Borsa c’è chi, come Pietro Giuliani, amministratore delegato di Azimut, smorza i toni pessimistici: «Quindici o venti anni fa la Borsa era totalmente dipendente dalla politica e i mercati crollavano a ogni crisi di governo – ricorda Giuliani – Ma ora gli equilibri sono totalmente cambiati grazie all’internazionalizzazione dei mercati finanziari e la finanza riesce bene a difendersi dalle incertezze».

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