PENSIONI, DRAGHI SPARIGLIA I GIOCHI

16 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 16 lug – Si è aperta la settimana decisiva riguardo al nodo pensioni. Tra domani e giovedì il presidente del Consiglio Romano Prodi formulerà la sua proposta, che sarà quella ufficiale del governo, e riprenderà quella che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrà essere l’ultima tornata di trattative con i sindacati per arrivare ad un’intesa entro la chiusura dell’anno parlamentare. Agosto come termine massimo, dunque. Dagli ambienti governativi si guarda a questa settimana con ottimismo. In mattinata, da Mestre, il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani ha affermato che “affinando la materia credo che ci stiamo avvicinando a una soluzione possibile”. Il titolare del Lavoro Cesare Damiano, attorno alle proposte del quale si sta lavorando per arrivare ad un accordo, ha confermato l’intenzione di chiudere entro agosto, rivelando che “nel frattempo si continua a discutere” per trovare una soluzione condivisa. Sul tavolo l’ipotesi di un ammorbidimento dello scalone con la formula dei 58 anni esclusi gli usuranti, i turnisti e chi ha già 40 anni di versamenti. E su questa ipotesi Rifondazione Comunista e l’ala più radicale dell’Unione avrebbero dato segnali di apertura. La partita passa ora nelle mani del presidente del Consiglio. I sindacati attendono la proposta di Prodi, così come le diverse forze parlamentari. A movimentare il clima d’attesa sono venute però le parole pronunciate nel pomeriggio dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi durante l’audizione tenuta davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Il numero uno di via Nazionale ha sottolineato che la riduzione del debito pubblico e la garanzia della sostenibilità finanziaria “devono essere il primo investimento dello Stato a favore dei giovani e delle generazioni future”. Analizzando il Dpef varato dal governo, Draghi ha criticato il rinvio al 2011 dell’obiettivo di pareggio di bilancio, e ha sottolineato come il risanamento del 2006 “riflette l’aumento di fatto della pressione fiscale: si sarebbero dovute ridurre le imposte, anziché aumentare le spese”. La stoccata più decisa arriva però proprio sul nodo delle pensioni: “le risposte per assicurare la sostenibilità del sistema pensionistico in Italia sono sostanzialmente due, aumentare gradualmente l’età media effettiva di pensionamento e sviluppare le forme previdenziali complementari”. Le parole del governatore, come prevedibile, hanno ingenerato una serie di reazioni. All’interno della maggioranza sono state accolte in modo differenziato, mentre per l’opposizione di tratta di un vero e proprio monito nei confronti del governo Prodi.