Pensioni bloccate da due anni. Stretta sui pensionati all’estero

18 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) –  Governo al lavoro per introdurre delle piccole modifiche alle misure varate con la Legge di Bilancio 2017 e il capitolo più scottante è ancora una volta quello riguardante le pensioni.

L’Inps da una parte fa sapere che gli assegni mensili bloccati nel 2016, lo saranno anche nel 2017 visto che il Ministero dell’economia e delle Finanze ha fissato nella misura pari allo 0,0% l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni in via definitiva per il 2016.

“A seguito di tale conferma nessun conguaglio è stato effettuato rispetto alla rivalutazione attribuita in via previsionale per il 2016″.

Così scrive l’Istituto nazionale di previdenza sociale in una sua recente circolare sottolineando come il trattamento minimo per le pensioni resterà anche nel 2017 di 501,89 euro, valori provvisori questi del tutto simili a quelli in vigore nel 2016. Nonostante queste notizie non certo buone, il governo pensa a come ottimizzare le misure introdotte quest’anno con l’ultima Legge di Bilancio. In primo luogo l’Ape, distinta in tre versioni che ancora non sono entrate in vigore perché mancano i tre decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, nonché due decreti ministeriali da adottare in concerto con il ministro del Lavoro e dell’economia.

I tecnici starebbe ragionando su come allargare la platea dei beneficiari dell’Ape social, con un computo più favorevole per ciò che riguarda i requisiti contributivi degli invalidi del lavoro. Tra gli altri piccoli correttivi, anche un prestito ponte per i lavoratori in esubero dell’Ilva di Taranto, cumulo gratuito esteso per l’opzione donna e un anticipo con ricalcolo contributivo della pensione estesa anche alle lavoratrici nate nei mesi di ottobre, novembre e dicembre del 1958.

Rimanendo in tema previdenziale, come riferisce Il Giornale riprendendo la notizia dal sito laleggepertutti.it, arrivano tempi duri per i pensionati che decidono di trasferirsi all’estero che finiscono nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. Chi ha lasciato l’Italia ed è iscritto all’Aire, oggi circa 500mila persone, dal 1 gennaio del 2010 verrà inserito in una lista per controllare i suoi investimenti all’estero e quanto non dichiarato in Italia.

“Le liste saranno formate incrociando i dati di chi vive all’estero con quelli di coloro che hanno presentato la documentazione per una collaborazione volontaria. Chi ha fatto questo passaggio è già inserito nella Cover, la banca dati che individua tutti coloro che hanno dichiarato al fisco le attività finanziarie all’estero. Dagli incroci dei dati non ci saranno grosse novità perché i pensionati all’estero sono comunque iscritti all’Aire e molti sono già nella Cover”.

Il Giornale continua:

In questo momento i pensionati italiani all’estero sono più di 500mila. E il trend è in crescita del 40 per cento. Questi pensionati godono di una esenzione totale dal regime fiscale italiano e così l’assegno arriva con l’importo lordo. Qualche tempo fa il presidente dell’Inps, Tito Boeri, aveva suggerito di ridurre la parte non tassabile dell’assegno. Adesso arriva la mossa del fisco. Insomma per chi ha deciso di trasferirsi all’estero stanno per arrivare tempi duri…