PDL SPACCATO, FINI PENSA A UN KADIMA ALL’ ITALIANA

1 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(AGI) – Per un attimo Silvio Berlusconi, dopo aver visionato il fuorionda di Fini, avrebbe pensato anche di chiedere un passo indietro da parte del presidente della Camera. Ipotesi ovviamente non praticabile. Poi ai vertici del Pdl ha preteso che il presidente della Camera chiarisca subito le sue parole. Deve chiedere – ha spiegato – pubblicamente scusa, altrimenti si mette fuori dal partito. Fini avrebbe contattato Gianni Letta riferendo che il caso del fuorionda rubato e’ frutto di “una manovra politica”, di “un tentativo di dividere” il Pdl. Ma il premier e’ sempre piu’ convinto che Fini stia giocando da tempo con Casini e Montezemolo, che voglia costruire un partito nuovo, una sorta di ‘Kadima’ italiano. (AGI)

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“Gianfranco Fini? ‘Un ex fascista ora amico della sinistra’. Silvio Berlusconi? ‘Lo controlliamo bene. Senza i voti della Lega va a casa’. Parole di Umberto Bossi durante una cena in un noto albergo milanese in onore del presidente del parlamento catalano Ernest Benach y Pascual, che chiede notizie sulla politica italiana. ‘Vuole dare il voto agli immigrati – spiega il Senatùr – ma la nostra gente non lo seguirà. Forse quando la Padania sarà diventata davvero una nazione-stato, potremmo anche farlo. Ma non ora. Da noi, i musulmani sbatteranno sempre le corna. In Europa non so, ma la Lombardia da sempre ha eretto un muro contro l´Islam. Prima dei diritti da noi contano i doveri'”.

(APCOM) – Con una telefonata a Ballarò, il presidente della Camera Gianfranco Fini respinge al mittente la richiesta di “chiarimenti” che gli era giunta dai coordinatori del Pdl. “Berlusconi ha il diritto di governare ma ha anche il dovere di rispettare gli altri poteri” ha detto Fini, in collegamento telefonico con Ballarò. “Non ho nulla da chiarire”, ha aggiunto.

Silvio Berlusconi in serata aveva chiesto un “pubblico e tempestivo chiarimento” perché così “non si può andare avanti” in un collegamento telefonico con la riunione del Pdl, convocata in tutta fretta proprio dal premier. E non aveva nascosto di essere infuriato, amareggiato e deluso. Dal vertice sarebbe emersa la necessità di non lasciar cadere questo nuovo strappo del presidente della Camera. Tutta colpa del “fuorionda”: un video che risale al 6 novembre, diffuso da repubblica.it.

Si colgono scampoli di conversazione che il presidente della Camera ha con il procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui. “L’uomo confonde il consenso che ovviamente ha e che lo legittima a governare con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia: Magistratura, Corte dei conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento” dice Fini. Poi il presidente della Camera parla del pentito Gaspare Spatuzza e presagisce il rischio che deflagri una “bomba atomica”.

“Sono convintissimo che Berlusconi non c’entri nulla con la mafia” ha sottolineato Fini nel collegamento telefonico con Ballarò. “Non chiamo per dare spiegazioni – ha esordito – ma per ribadire alcuni concetti”. E poi: “Io ho detto in privato a Berlusconi di fare in modo, e ho rivolto un appello pubblico alla magistratura in questo senso di recente, che ci sia il massimo rigore, scrupolo, attenzione e professionalità per verificare le dichiarazioni attribuite a questo o a quel pentito”. E ancora: “Se io perdessi la fiducia nella magistratura perderei fiducia nella democrazia. L’ho detto in pubblico, non ho nulla da chiarire al riguardo: la magistratura, pur con tutti i difetti, ha il diritto e il dovere di verificare con scrupolo e professionalità se le dichiarazioni di quel pentito corrispondono a verità”.

(APCOM) – “Il governo fino a quando ha la maggioranza ha il dovere di garantire gli impegni presi con gli elettori”, ha detto Fini aggiungendo, rivolto al ministro dei Beni Culturali presente in studio: “Al mio amico Bondi con amabilità dico che io sono presidenzialista convinto dai tempi in cui lui militava col Pci, non ho cambiato opinione” ma “il presidenzialismo che c’è negli Stati Uniti o in Francia presuppone che ci sia da parte del capo dell’esecutivo innanzitutto rispetto verso gli altri poteri che in una democrazia ben organizzata garantiscono pesi e contrappesi”.

Questo “vuol dire che Berlusconi eletto dal popolo, seppure in modo improprio perché noi siamo una democrazia parlamentare ma sulla scheda elettorale c’è il nome del capo del candidato premier, ha il dovere di continuare a governare, ha il diritto di governare e il dovere di rispettare gli altri poteri: quello giudiziario, il Parlamento e ovviamente tutti gli organismi di garanzia che nella nostra Costituzione ci sono e hanno prerogative ben precise, la Corte Costituzionale, il Capo dello Stato, le varie magistrature”.

“Non mi si dica che è una novità – ha insistito Fini – perché queste cose le ho dette in privato a Berlusconi, in pubblico in mille circostanze. Non ho nulla da chiarire e su questo non cambio opinione”. A Bondi che ha controbattuto affermando che “non c’è identico rispetto di una parte della magistratura nei confronti del potere politico”, Fini non ha risposto congedandosi: “Credo che i telespettatori abbiano compreso il senso delle mie dichiarazioni…”.
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(WSI) – Gianfranco Fini ha timbrato con il sigillo della terza carica dello Stato un pensiero comune tra milioni di italiani. Quel che si nasconde dietro i taccuini, appare dinanzi ai microfoni accessi in un convegno del “Premio Borsellino” a Pescara. Fini parlava di Berlusconi, del pentito Spatuzza e delle inchieste giudiziarie con il procuratore Trifuoggi.

Una leggera e cordiale chiacchierata – merito o colpa del video – diventa un manifesto politico che spiega le contraddizioni nel Pdl e le revisioni del comunista ex missino. Ecco l’esplosivo: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza, speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”.

Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo”. F: “Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… Lei lo saprà: Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di … (ndr Berlusconi?). Uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…”.

Ecco la miccia: “”No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, corte dei Conti, Cassazione, capo dello Stato, Parlamento.

Siccome è eletto dal popolo…”. A futura memoria: “Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto”. Che i Bondi e i Capezzone diano fuoco alle fiamme. O alle ceneri.

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FINI: CAPEZZONE, NON COMMENTIAMO I FUORI ONDA

(AGI) – Roma, 1 dic – Il portavoce del Popolo della Liberta’, Daniele Capezzone, al termine di un incontro tra i vertici del Pdl in via dell’Umilta’ ha dichiarato: “Non commentiamo i fuorionda. Nell’ultimo ufficio di presidenza del Pdl ci siamo espressi all’unanimita’ sull’utilizzo dei cosiddetti ‘pentiti’, sull’uso politico della giustizia, sul tentativo in atto di ribaltare il risultato della ultime elezioni politiche. Quel documento per tutti noi esprime la linea di fondo del Pdl. Tocca ora al Presidente della Camera spiegare il senso delle sue parole rese note da Repubblica Tv e se con quelle ragioni e’ ancora d’accordo”.

FINI FUORIONDA: PDL, PRESIDENTE CAMERA SPIEGHI SENSO SUE PAROLE (ASCA)

(ASCA) – Roma, 1 dic – ”Non commentiamo i fuorionda. Nell’ultimo ufficio di presidenza del Pdl ci siamo espressi all’unanimita’ sull’utilizzo dei cosiddetti ‘pentiti’, sull’uso politico della giustizia, sul tentativo in atto di ribaltare il risultato della ultime elezioni politiche. Quel documento per tutti noi esprime la linea di fondo del Pdl. Tocca ora al Presidente della Camera spiegare il senso delle sue parole rese note da Repubblica Tv e se con quelle ragioni e’ ancora d’accordo”. Lo afferma in una nota il portavoce del Popolo della Liberta’, Daniele Capezzone al termine di un incontro tra i vertici del Pdl.

FUORIONDA FINI: CASTELLI, SORRISINI SIGNIFICATIVI

(AGI) – Roma, 1 dic – “Ho visto il video fuorionda del Presidente Fini. I sorrisini e gli ammiccamenti tra la terza carica dello Stato e un magistrato della Repubblica mi sembrano assai significativi. Sono graditi commenti al riguardo da parte dei maestrini di Farefuturo”. Lo dichiara il viceministro della Lega Nord Roberto Castelli.(AGI)

MAFIA: FINI TELEFONA A MANCINO PER CHIARIRE L’ERRORE SU SPATUZZA – ASCA

Una telefonata di chiarimento arrivata prima ancora che Mancino rendesse pubblica la propra smentita. Si e’ risolto cosi’ l’incidente tra il presidente della Camera e il vicepresidente del Csm. Questa mattina, nel noto fuorionda registato a Pescara, Fini aveva parlato di dichiarazioni del pentito Spatuzza anche in relazione al vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, oltre che a Silvio Berlusconi. Appresa la notizia, Mancino ha deciso di fare una smentita concordata con lo stesso presidente della Repubblica. Prima che il testo venisse reso pubblico, pero’, e’ stato lo stesso presidente della Camera a chiamarlo per chiarire che alla base di quel riferimento ci fosse un difetto di memoria: l’unico testimone che abbia recentemente tirato in ballo il vicepresidente del Csm e’ Massimo Ciancimino, figlio del sindaco di Palermo legato ai boss. Ma dopo la querela di Mancino, anche lui ha smesso di parlarne. Ricevuta la telefonata, si apprende in ambienti del Csm, Mancino ha deciso di rendere comunque pubblica la propria smentita.

FUORIONDA FINI: BONDI, E’ OPPORTUNO CHE FINI CHIARISCA

(AGI) – Roma, 1 dic – “E’ opportuno che Fini ribadisca le sue posizioni e le chiarisca”. Lo afferma il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, sul fuorionda di Gianfranco Fini. Alla domanda se Fini sia fuori dal Pdl, Bondi risponde: “Ci mancherebbe altro. Fini ha detto che il Pdl deve essere come la Dc con una pluralita’ di posizioni. Ma anche all’epoca della Dc c’era la linea del partito stabilita dalla maggioranza ed una minoranza che deve accettare la volonta’ della maggioranza”.

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Il Pdl: «Fini chiarisca le sue frasi»

Vertice convocato dopo il fuori onda del presidente della Camera: «È ancora d’accordo con la linea del partito?»

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ROMA – Una riunione fra i coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa e Denis Verdini, insieme ai capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Un vertice di partito convocato in tutta fretta su richiesta, sembra, del premier Silvio Berlusconi, che ha avuto contatti telefonici nel corso della riunione con alcuni dei partecipanti. Un modo per affrontare la crisi interna al Pdl scaturita dalle dichiarazioni di Gianfranco Fini in un fuori onda risalente ad alcune settimane fa ma diffuso soltanto nelle ultime ore. Il Cavaliere avrebbe chiesto un «pubblico e tempestivo chiarimento» da parte di Fini, perché altrimenti, avrebbe sottolineato, così «non si può andare avanti». Nel corso della riunione, durante la quale soprattutto l’area forzista del partito avrebbe puntato il dito contro le continue prese di distanza di Fini, si sarebbe sottolineata la necessità di non lasciar cadere questo nuovo strappo (involontario) del presidente della Camera. «Fini ha chiarito su Mancino – dice uno dei partecipanti all’incontro – ora gli tocca chiarire sul Cavaliere».

PDL – Poco dopo, è stato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, a diffondere la nota ufficiale del partito. «Nell’ultimo ufficio di presidenza del Pdl – si legge – ci siamo espressi all’unanimità sull’utilizzo dei cosiddetti ‘pentiti’, sull’uso politico della giustizia, sul tentativo in atto di ribaltare il risultato delle ultime elezioni politiche. Quel documento per tutti noi esprime la linea di fondo del Pdl. Tocca ora al presidente della Camera spiegare il senso delle sue parole e se con quelle ragioni è ancora d’accordo». A nulla, dunque, è valsa la spiegazione di Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera: «Il fuori onda rilanciato da alcuni siti internet dà conto della coerenza delle opinioni del presidente della Camera dei deputati, allorquando, al di là dei toni colloquiali ed informali, dice in privato esattamente quanto afferma poi pubblicamente».

IDV – Il primo a commentare le frasi di Fini era stato Antonio Di Pietro. «Prendo atto con soddisfazione che Fini dice in privato ciò che l’Italia dei Valori dice in pubblico e cioè che abbiamo a che fare con un imperatore alla maniera di Nerone che gode vedendo il nostro Paese bruciare» dice il leader Idv. «Ci auguriamo – aggiunge l’ex pm – che anche Fini passi dalle parole ai fatti e spegnere l’interruttore di questa legislatura e di questo governo prima che sia troppo tardi».

PD – Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, si limita a un commento laconico. «Nulla di nuovo, è la conferma dei problemi nella maggioranza» afferma il leader democratico.

UDC – Per il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, «Gianfranco Fini non ha detto nulla di nuovo, perchè ha tradotto in prosa quello che di solito dice in poesia». Riferendosi poi al presidente del Consiglio, Casini aggiunge: «Pensa che il suo ruolo lo renda il padrone del Paese, e non si rende conto che ci sono regole ed equilibri da rispettare. Ma questa è colpa anche del suo carattere».