PD, LERNER: NON SONO PIU’ PRODIANO

28 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 28 mag – “Sono stupito. Mi hanno colpito le reazioni così indispettite di militanti e dirigenti, che siano Chiamparino o i giovani della Margherita. Scoprono oggi che questo comitato è, speriamo, l’ultimo degli organismi designati dall’alto? La cooptazione scatena inimicizia”. Gad Lerner, intervistato dal Corriere della Sera, torna sulla sua presenza nel collegio dei 45 “saggi” chiamati dar vita al Partito democratico, smentendo però di essere un “prodiano”. “Ho il dovere di dimettermi da qualsiasi denominazione frazionistica. Prima – spiega – ci chiamavano ulivisti, poi siamo diventati prodiani, e dopo ancora parisiani. E’ la politica italiana che ci spezzetta, io non sono più prodiano. Dopodiché penso che ora bisogna candidarsi e contarsi”. L’altro grande appuntamento che Lerner aspetta è quello del referendum, di cui il giornalista è fervente sostenitore: “Non è detto che vada in direzione della stabilità – ammette -, e sono consapevole che può produrre fibrillazioni sul governo, ma c’è un problema di democrazia molto più importante della sorte di Prodi”.