Paura sui mercati: spettro derivati e default Ungheria

4 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

A un’ora e mezzo dall’avvio delle contrattazioni i futures Usa viaggiano in territorio negativo, (vedi quotazioni a fondo pagina), lasciando intendere un avvio con il segno meno. I derivati, appesi alla parita’ fino a un’ora fa, hanno accelerato al ribasso con l’improvviso cambio di rotta della borse europee, che nella mattinata erano arrivate in alcuni casi a guadagnare l’1%.

Due i motivi: possibili nuove perdite da derivati per il sistema bancario europeo e le difficolta’ dell’Ungheria, che fanno temere un nuovo caso Grecia. L’effetto e’ stato immediato: l’euro ha toccato nuovi minimi di quattro anni sfondando al ribasso la soglia di $1.21 a 1.2050, il franco ha visto il suo massimo storico contro la valuta europea e gli investitori sono corsi sul Bund tedesco portando lo spread con l’equivakente italiano ai massini del gennaio 2009.

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Voci di forti esposizioni sui derivati del sistema bancario del Vecchio Continente hanno trascinato al ribasso i listini con il Ftse Mib, per fare un esempio, e’ passato improvvisamente da un -0.7% a un -3.1% rompendo la soglia dei 19000 punti (adesso il listino milanese cede il 2.39% a 19022). I rumors hanno riguardato in primis Societe Generale che ha subito perso il 6%. Un portavoce dell’istituto ha detto di non voler commentare voci di mercato. Alcuni trader sostengono che i rumors stessi siano infondati.

Mentre si registra un tentativo di rimbalzo una nuova preoccupazione condiziona l’umore degli operatori: un nuovo caso Grecia che questa volta potrebbe riguardare l’Ungheria. La Commissione Europea ieri ha esortato il nuovo governo ad accelerare il processo di riduzione del deficit di bilancio. C’e’ il timore che il rapporto deficit/Pil potrebbe risultare decisamente maggiore del 3.8% precedentemente annunciato.Il portavoce del governo fa sapere che si intende scongiurare una strada simile a quella di Atene ma che le voci di default non sono esagerate.

Tutto cio’ ha spento l’entusiasmo nell’attesa del rapporto sull’occupazione di maggio. Atteso un lieve calo del tasso di disoccupazione e la maggior creazione di posti di lavoro nel settore non agricolo dal 1983.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio segnano una contrazione. I futures con consegna luglio cedono $0.55 attestandosi a quota $74.06 al barile (-0.74%). Sul valutario la moneta unica quota $1.2054 (-0.90%). L’oro cede $8 in area $1202 (-0.66%). Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.34% dal 3.3790% di ieri.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 cede 10.70 punti (-0.97%) a 1093.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna una flessione di 21 punti a 1877 (-1.11%).

Il contratto sull’indice Dow Jones scambia in calo di 60 punti (-0.59%) a quota 10198