PAULSON: GIUSTIFICATE LE PRESSIONI SU LEWIS

17 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Un botta e risposta serrato, una serie di domande piccate volte a scacciare una volta per tutte le polemiche sull’acquisto di Merrill Lynch da parte di Bank of America. La testimonianza dell’ex segretario al Tesoro Henry Paulson alla commissione supervisione e riforme governative della Camera ha oscillato tra accuse – il Governo avrebbe chiuso un occhio sui pasticci della banca che aveva chiesto aiuti per 20 miliardi di dollari – e difese del ruolo dell’amministrazione nell’acquisizione.

Paulson ha ribadito di avere agito in modo appropriato mettendo in guardia Kenneth Lewis, amministratore delegato di Bank of America, sul fatto che parte del gruppo dirigenziale della società avrebbe potuto essere sostituito se l’accordo con Merrill Lynch fosse naufragato. “Non volevamo spaventare ancora di più gli americani finendo per peggiorare la situazione”, ha detto Paulson.

Secondo Paulson Bank of America non avesse basi legali per abbandonare l’accordo con Merrill dopo le forti perdite riportate dalla banca di investimenti lo scorso dicembre. Ogni tentativo di annullare la fusione avrebbe messo a rischio la capacità di sopravvivenza di Bank of America e Merrill, ma anche la stabilità dell’intero sistema finanziario.

La testimonianza di Paulson arriva mentre è in corso il dibattito sull’ampliamento dei poteri della Federal Reserve nel monitoraggio delle attività degli istituti più grandi e influenti, appunto come Bank of America. “Intendo ribadire il punto di vista più volte espresso dalla Fed e condiviso dal dipartimento del Tesoro: sarebbe stato impensabile che Bank of America proseguisse con azioni distruttive che non avevano ragionevole base legale e dimostravano evidente mancanza di capacità critica”, ha detto l’ex segretario al Tesoro.