Patuelli (Abi): “Bail-in non è scritto nel Vangelo. Italia tirchia con le banche”

11 Luglio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI)- Bail-out per le banche, ma solo come “extrema ratio per casi singolo” e “misura transitoria”.

La pensa così Antonio Patuelli, 65 anni, presidente dell’associazione bancaria italiana ABI dal gennaio 2013 che, in un’intervista alla Stampa, dice anche che l’Italia è stata tirchia con le banche.

“Non sono un esponente del governo né del Parlamento, non voglio fare polemica con nessuno ma constato che in Europa l’Italia è il Paese che è stato più tirchio nei confronti delle banche”.

Patuelli sottolinea di essere d’accordo con la view espressa pochi giorni fa dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco, specificando tuttavia che: “le regole europee sui salvataggi delle banche, il cosiddetto bail-in, non sono scolpite sulle tavole di Mosè, né scritte sul Vangelo” quindi “si possono cambiare”. “L’Europa – dice Patuelli – deve essere meno burocratica e poi penso che l’intervento pubblico per qualche banca possa esserci seppure come extrema ratio e misura transitoria”.

L’intervento pubblico può esserci seguendo il modello di:

“Germania, Regno Unito, Francia e Benelux con la presenza degli Stati nel capitale di singole banche in difficoltà. Dopo pochi anni gli stessi Stati hanno venduto quelle partecipazioni realizzando guadagni, come è avvenuto in Italia con i Tremonti-bond che offrivano interessi del 10% allo Stato” dice Patuelli.

Sulle sofferenze della banche italiane, Patuelli sottolinea che “non è solo un problema delle banche ma anche delle imprese: sono circa un milione in Italia le aziende in difficoltà con i prestiti. Per curare il nostro capitalismo l’Italia deve riuscire ad attirare più capitali esteri e la Brexit è un’occasione da cogliere”.

Fonte: La Stampa