PATTO STABILITA’, COMMISSIONE UE ‘REGALA’ DUE ANNI

25 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

La Commissione Europea ha deciso di dare ai paesi membri altri due anni per portare il rapporto deficit/pil al pareggio.

La decisione è maturata anche perché la crescita media della Zona Euro è stimata inferiore al 1%.

La precedente scadenza era fissata entro il 2004, ma i problemi che stanno interessanto in particolare quattro paesi (L’Italia, il Portogallo, la Germania e la Francia), legati al rallentamento dell’economia e ad alcuni problemi interni, hanno convinto i vertici della Commissione a rivedere i parametri di una delle condizioni fissate dal Patto di stabilità.

Nel 2002, secondo le ultime stime, sia il Portogallo che la Germania avranno grossa difficoltà a rispettare il limite del 3% nel rapporto deficit/pil,mentre l’Italia è ancora alle prese con il problema dell’indebitamento pubblico, di gran lunga lontano dal limite del 60% del Pil.

La Commissione ha deciso che il calcolo del deficit venga “corretto” dai fattori ciclici, come appunto la stagnazione dell’economia, in modo da non dover punire i paesi che non hanno raggiunto questo obiettivo.

La decisione della Commissione europea non è stata vista di buon occhio dalla Bce, che ha sempre richiamato i paesi membri al rigore fiscale come condizione necessaria per tenere bassi i tassi d’interesse. E’ difficile, secondo gli esperti, che la Bce possa alzare i tassi, ma è quasi impossibile che li ritocchi al ribasso.

Il mercato, secondo gli esperti, non dovrebbe reagire negativamente a questa decisione, perché da tempo si sapeva che questi obiettivi non sarebbero mai stati raggiunti.

“Il patto di stabilità – dice comunque il portavoce della Commissione, Faull – rimane la pietra angolare della politica di bilancio europea. Questa decisione, dice Faull, serve per “rafforzarne l’applicazione. Va detto – ha concluso il portavoce – che la soglia del 3% nel rapporto deficit/pil va considerata vincolante ed ogni sforamento va rapidamente corretto”.