Mercati

Partite Iva: al via il regime della franchigia

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Dal 1 gennaio 2007 via libera al “regime della franchigia“ con numero speciale di partita Iva per le persone fisiche con volume d’affari ridotto e soprattutto eliminazione degli obblighi di liquidazione e di versamento dell’imposta. Il nuovo regime, introdotto dal decreto legge 223 del 4 luglio scorso (che ha introdotto l’articolo 32-bis nel Dpr 633/72), si pone di facilitare sia fiscalmente i soggetti con un limitato volume di affari sia la stessa Amministrazione finanziaria nell’attività di controllo. Chi sono i contribuenti interessati dal provvedimento? Ne fanno parte tutte le persone fisiche residenti in Italia che svolgono un’attività commerciale, professionale o agricola (i produttori agricoli interessati sono esclusivamente quelli che hanno optato per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari, ai sensi dall’articolo 34, comma 11, del Dpr n. 633 del 1972) e che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a sette mila euro. Ulteriore condizione per essere ammessi al regime agevolato è che non siano state effettuate, o non si prevede di effettuare, cessioni all’esportazione (il mancato rispetto delle suddette condizioni costituisce causa di decadenza dal regime). A questi soggetti l’Agenzia delle entrate assegnerà un numero speciale di partita Iva. In particolare, per chi avvia un’attività, l’attribuzione del numero speciale avverrà a seguito della presentazione della dichiarazione d’inizio attività. Ai contribuenti già in attività, sarà invece assegnata una nuova partita Iva dopo la prima comunicazione dei dati (le cui modalità saranno chiarite con un prossimo decreto direttoriale . Nel calcolare il volume d’affari bisognerà tener conto dell’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, al netto delle variazioni di cui all’articolo 26 del Dpr n. 633/1972, delle cessioni di beni ammortizzabili e dei passaggi di beni e servizi tra attività separate nell’ambito della stessa impresa. In caso di svolgimento di più attività, si dovrà sempre far riferimento al volume d’affari complessivo. Da quanto esposto prima, sono esclusi dal regime della franchigia, a prescindere dal volume d’affari realizzato: a) i soggetti che già usufruiscono di regimi speciali di determinazione dell’Iva, come quelli previsti per l’editoria, per i beni usati, per le agenzie di viaggio, per i giochi, spettacoli e intrattenimenti; b) i non residenti in Italia che svolgono sul territorio dello Stato un’attività economica attraverso un rappresentante fiscale o mediante identificazione diretta; c) i contribuenti che hanno per oggetto esclusivo o prevalente della propria attività la cessione di fabbricati (o porzioni di fabbricato), di terreni edificabili, di mezzi di trasporto nuovi (come individuati dall’articolo 53, comma 1, del decreto legge n. 331 del 1993). In che cosa si concretizza il vantaggio di operare in regime di franchigia? Anzitutto i contribuenti sono obbligati al versamento dell’Iva solo se effettuano acquisti intracomunitari o altre operazioni per cui risultano debitori d’imposta nei confronti dell’Erario : in questo caso , il versamento va eseguito entro il termine previsto per i contribuenti che liquidano l’imposta con periodicità mensile, vale a dire entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni. Gli altri vantaggi si concretizzano nel non dover registrare le fatture emesse (o i corrispettivi) e le fatture di acquisto, né trasmettere la dichiarazione annuale e la comunicazione annuale dei dati Iva di cui all’articolo 8-bis del Dpr 22 luglio 1998, n. 322. Inoltre, non si dovrà compilare e inviare l’elenco clienti e fornitori (obbligo introdotto a partire dal 2007 dall’articolo 37, commi 8 e 9, del citato decreto legge n. 223). Appare evidente che, poiché l’Iva non è dovuta, non si potrà addebitare l’imposta ai clienti. Pertanto, per certificare ricavi e compensi, i soggetti rientranti nel nuovo regime emetteranno fattura, scontrino o ricevuta fiscale senza Iva, non potendo logicamente esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva pagata sugli acquisti e sulle importazioni. Inoltre ci sarà la possibilità di essere assistiti negli adempimenti fiscali dall’ufficio locale dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente, per un servizio che presenta tante analogie all’attività di tutoraggio che attualemnte è svolto in favore dei contribuenti che iniziano una nuova attività imprenditoriale.

Di Alberto Savarese