PARTENZA DA BRIVIDO
PER LE BORSE AMERICANE

31 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Avvio della settimana all’insegna delle vendite per Wall Street, con gli investitori preoccupati che una guerra ben piu’ lunga del previsto in Iraq possa destabilizzare l’economia mondiale e dare il colpo di grazia alla gia’ fragile congiuntura americana.

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Dopo 13 giorni dall’inizio dell’invasione, le forze alleate – attualmente a circa 80 km da Baghdad – continuano a bombardare la capitale irachena, ma il Comando Centrale ha fatto sapere che non ci sara’ un assalto nella citta’ neanche nei prossimi giorni. Gli americani sembrano aver sottovalutato la resistenza e le risorse dell’Iraq e si comincia a parlare di un conflitto che si protrarra’ nei mesi estivi, se non oltre.

“L’aspettativa sempre piu’ concreta che la guerra durera’ mesi, invece che settimane, sta allontanando gli investitori dall’azionario” ha detto David Brown, chief European Strategist per la banca d’affari Bear Stearns.

Dow Jones ed S&P500, dopo i ribassi degli ultimi giorni, sono nuovamente in perdita rispetto ai livelli di fine 2002. Il listino industriale ha inoltre ceduto circa l’1,5% dall’inizio del conflitto.

Calano le borse oltreoceano , si indebolisce ulteriormente il dollaro , mentre il prezzo del petrolio fa un balzo, sia per I timori di un conflitto lungo che per il riaccendersi della violenza in Nigeria.

Il mercato torna invece a rifugiarsi in beni come l’oro.

Sul fronte macroeconomico, atteso alle 17:00 (le 10:00 ora di New York) l’indice Chicago PMI – l’indice dei manager responsabili degli ordini di acquisto per le aziende dell’area di Chicago – relativo al mese di marzo.

IL COMMENTO SUI LISTINI

Secondo Jack Ablin, chief investment officer per Harris Trust & Savings Bank , i titoli sono attualmente adeguatamente valutati, ma non convenienti. “Il fattore principale di cui bisogna tener conto e’ la guerra, insieme agli impatti che essa esercitera’ “, ha sottolineato Ablin. “Ma quando arrivera’ la stagione degli utili, la guerra’ sara’ usata come una scusa da parte di molte societa’, sia nel caso in cui gli utili saranno stati influenzati dalla guerra, sia nel caso contrario.” Ablin ha poi parlato delle condizioni in cui versa l’economia

DA SEGNALARE

Il 2002 è stato un anno pesantemente negativo per la Corporate America, cioé per le aziende statunitensi, che hanno registrato in particolare una contrazione dei profitti pari al 66% rispetto all’ anno precedente. E’ quanto risulta dalle rilevazioni effettuate dalla rivista Fortune a valere su 500 società, diffuse sul sito Internet della pubblicazione.

IL FRONTE SOCIETARIO

Tra i titoli, in calo il colosso dell’intrattenimento e blue chip del Dow Jones Walt Disney (DIS – Nyse) dopo che la banca d’affari Goldman Sachs ne ha tagliato le stime sugli utili 2003-2004.
Male il gigante media/Internet AOL (AOL – Nyse) dopo aver
rivelato che l’organo di controllo della borsa Usa ha avanzato una “richiesta” di ulteriori spiegazioni per stabilire se sia corretto il riconoscimento di $400 milioni in ricavi pubblicitari venduti a Bertelsmann. Giu’ anche il colosso dei tabacchi e blue chip del Dow Jones Altria (MO – Nyse) ha dichiarato di avere difficolta’ a emettere obbligazioni per un valore di $12 miliardi, per far fronte alla sanzione imposta la scorsa settimana dalle autorita’ giudiziarie dell’Illinois.

Tra i settori, in ribasso i semiconduttori (SOX) dopo che la Semiconductor Industry Association (SIA) ha annunciato che le vendite globali sono diminuite del 3,3% a febbraio.

Performance al rischio per il settore retail (RLX) dopo che il colosso Wal-Mart ha preannunciato per il mese in corso un andamento delle vendite nella catena abbastanza deludente, in quanto si collocherà nella fascia bassa delle previsioni.

Occhio all’andamento del comparto difesa (DFX – Nyse), dopo che un articolo del settimanale finanziario Barron’s ha avvertito che I fattori tecnici suggeriscono un ulteriore ribasso per il comparto.

Il settore automobilistico (DJ_ATO) potrebbe mettere a segno guadagni oggi dopo che
numerosi analisti delle banche d’affari di Wall Street hanno dichiarato che sia General Motors (GM – Nyse) che Ford (F – Nyse) presentano buone potenzialità di ripresa, a patto che continuino nel percorso di miglioramento dell’efficienza intrapreso.

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