PAROLA AI GUFI: MERCATO ESAUSTO, CORREZIONE IN VISTA

22 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Due strategist molto seguiti nelle sale operative sono preoccupati per l’estensione esagerata dei mercati, che nelle ultime due sedute hanno accusato pesanti cali. Che la possibilita’ di una correzione stia crescendo?

Cosi’ la pensano Richard Bernstein, che ha previsto lo scoppio della bolla hi-tech, e il trader navigato Gary Kaminksy, il quale non esclude di ritornare rialzista, ma solo quando vedra’ una revisione al rialzo degli utili.

Bernstein ha segnalato tre trend che stanno emergendo nelle ultime sedute e che gli fanno credere che il rally potrebbe essere giunto al capolinea.

In primo luogo l’analista cita il progressivo rafforzamento del dollaro. Sebbene un dollaro forte va di pari passo con la ripresa dell’economia, allo stesso tempo ha un impatto negativo sulle materie prime, rendendole piu’ care per gli acquirenti che hanno in portafoglio altre valute.

Come gia’ segnalato dall’investitore Dennis Gartman, massicce quantita’ di denaro si stanno spostando verso il biglietto verde, con il Dollar Index che e’ salito sino a quota 78.5. E’ dunque inevitabile che i prezzi delle commodity saranno messi sotto pressione.

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Un secondo fattore che dovrebbe allarmare gli investitori sono le prospettive di un rialzo dei tassi di interesse. Almeno per il momento non negli Stati Uniti, dove la Fed ha sottolineato che intende mantenere i tassi su livelli minimi storici ancora per un periodo prolungato, bensi’ in Cina. La Banca Centrale di Pechino prevede di imporre presto una stretta monetaria, che avra’ l’effetto di ridurre i livelli di liquidita’ in tutto il mondo.

Le quotazioni dei prezzi del gas non solo hanno un impatto sull’economia reale, ma hanno anche un effetto psicologico sul persone, rendendole piu’ a loro agio o, viceversa, meno propense ad aprire il proprio portafoglio.

Secondo Bernstein si tratta “di un punto cruciale”. La percentuale del reddito dalle spese nell’energia sta arretrando su livelli preoccupanti. Se i prezzi del petrolio dovessero salire piu’ in fretta e con piu’ intensita’ rispetto alle entrate, allora la ripresa ne verrebbe seriamente danneggiata.

“Questo e’ il genere di eventi in grado di provocare una correzione e gli unici posti dove nascondersi sono il dollaro e i Treasury”, ha concluso Bernstein.

Ma c’e’ anche un altro problema, piu’ tecnico: il mercato e’ esausto. Per spiegarsi meglio il trader Kaminsky ha preso come esempio il prezzo dei titoli di JP Morgan, facendo la sua sfera di cristallo del mercato.

L’azione e’ l’esempio lampante di “come i titoli che sono posseduti da troppe persone possono per contro essere venduti senza troppi ripensamenti una volta che spuntano segnali di allarme”.

Siccome attualmente il tono sottostante del mercato e’ pregno di scetticismo, l’analista ha un atteggiamento poco fiducioso verso Apple, Amazon e il settore dei tecnologici in generale, titoli per cui vale lo stesso discorso fatto per la banca JP Morgan.

Piuttosto che esporsi verso societa’ che portano con se’ rischi specifici, meglio giocare short nel fondo di investimento comune sull’indice Nasdaq (QQQQ). Un investimento di questo tipo consente infatti “di avere quella visibilita’ sui ribassi” necessaria in caso di contrazione.

Per quello che puo’ d’essere d’aiuto, Kaminsky ha spiegato che diventerebbe rialzista senza problemi, ma solo nel caso in cui le societa’ tecnologiche inizieranno a rivedere al rialzo le prospettive sugli utili. Sino ad allora il settore non avra’ abbastanza benzina in serbatoio per correre ancora.