PARMALAT: PRESSING DELLA CONSOB SU TANZI

10 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Tensione alle stelle su Parmalat. La Consob, dopo le reiterate richieste di chiarimenti rimaste senza risposta, ha intensificato il pressing, convocando nei suoi uffici il presidente e amministratore delegato del gruppo, Calisto Tanzi, il collegio sindacale ed Enrico Bondi, fresco di nomina a consulente per il piano di ristrutturazione.

Per la fine di gennaio, il manager, che sarà affiancato da un advisor indipendente, presenterà la sua relazione sulla situazione dell’azienda e su un eventuale piano di ristrutturazione. Intanto esce dal cda e dal gruppo Fausto Tonna, braccio destro di Tanzi e fino a marzo direttore della finanza di Parmalat, chiamato in causa dalla stampa per i rapporti fra una sua società e il fondo Epicurum.

In serata un comunicato, chiesto dall’Autorità di vigilanza, ha reso noto inoltre l’uscita dal consiglio di Luciano Silingardi (presidente della fondazione Cariparma) e le dimissioni del presidente del collegio sindacale, Mario Brughera. In prima battuta quello che la Commissione ha cercato di verificare è quanto reale sia il rischio di insolvenza per il bond da 150 milioni di euro scaduto l’8 dicembre, per il quale il gruppo ha assicurato il rimborso entro il 15 dicembre.

Resta poi da capire dove sia finita la liquidità vantata fino a poche settimane fa dal gruppo e quale l’esito della vicenda Epicurum. Chiarimenti che interessano anche le banche creditrici, al momento alla finestra: gli istituti di credito vogliono infatti vederci chiaro prima di ipotizzare un qualsiasi tipo di intervento.

Parmalat si è comunque solo limitata a sottolineare che i negoziati con Epicurum “sono in fase avanzata” e ha confermato il termine del 15 per il rimborso del bond. L’incarico di Bondi alla Parmalat ha contribuito solo in parte a rasserenare gli animi. Il manager ex Montedison e Telecom, oggi al vertice della Lucchini, non ha comunque perso tempo. Arrivato in mattinata a Roma per appuntamenti in agenda da tempo, Bondi si è subito messo all’opera sul fronte caldo del gruppo alimentare con un primo esame delle carte e contatti a tutto campo, anche con le banche.

Sulla base delle informazioni arrivate da Collecchio, la Borsa Italiana, in collaborazione con la Consob, comunicherà domani se manterrà ancora sospeso il titolo da Piazza Affari, dove anche oggi il nervosismo degli investitori, al terzo giorno di stop dagli scambi dell’azienda, si è riversato sulla banche creditrici.

Da registrare intanto le reazioni politiche alla vicenda. “Dal piano che riusciranno a formulare i consulenti della società e dall’impegno già annunciato dalla famiglia, spero sia possibile evitare” un nuovo caso Cirio, ha affermato il ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano. ‘Ho sentito gli uomini del management di Calisto Tanzi – ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Giovanni Alemanno – e mi hanno dato garanzie.

Quindi ho tutta la speranza che ci siano tutte le condizioni perche’ Parmalat non segua affatto l’esempio di Cirio”. “I responsabili della vigilanza sul credito agiscano rapidamente per ripristinare condizioni di fiducia in un sistema fondamentalmente sano”, ha auspicato il ministro per le politiche comunitarie, Rocco Buttiglione. “Certo, pagherà il risparmiatore e chi non ha controllato é là che parla ancora”, ha denunciato il ministro delle Riforme e segretario della Lega Nord, Umberto Bossi.