PARMALAT, ABI STUDIA SOLUZIONI, SELLA ALLA CAMERA

4 Febbraio 2004, di Redazione Wall Street Italia

L’iscrizione automatica di tutti gli obbligazionisti travolti dal crac Parmalat nel registro dei creditori: sembrerebbe questa una delle vie studiate dall’Abi come soluzione per venire incontro ai risparmiatori, al di là dei piani di rimborso varati singolarmente da ciascuna banca.

Secondo quanto si apprende, l’auspicio dell’Associazione bancaria affinché si adotti tale misura in sede di conversione in legge del decreto Marzano sull’amministrazione straordinaria della società di Collecchio potrebbe essere esplicitato già domani dal presidente Maurizio Sella nell’audizione davanti alle commissioni Finanza e Attività produttive di Camera e Senato.

Dopo le divergenze emerse nell’esecutivo straordinario dell’Abi dei giorni scorsi sulla possibilità dare vita a collegi legali gratuiti per i sottoscrittori di bond delle società finite in default, l’associazione sembrerebbe orientata con questa proposta a venire incontro alle esigenze dei risparmiatori, ma anche a un’esigenza di snellimento del lavoro delle banche stesse.

Con l’iscrizione automatica degli obbligazionisti nel registro dei creditori si eviterebbero tutte le lungaggini che potrebbero derivare dalla normale procedura. La ‘scaletta’ standard stabilisce infatti che ciascun detentore di bond presenti al Tribunale competente una istanza corredata dei documenti attestanti la propria posizione (nella maggior parte dei casi tramite le banche) e che sia quindi successivamente il magistrato a decidere in camera di consiglio, sentito il commissario straordinario, l’iscrizione nel registro dei creditori.

L’audizione di domani sarà poi, con ogni probabilità, anche l’occasione per Sella per illustrare ai parlamentari l’azione di monitoraggio e di assistenza giuridica alle banche che l’Abi sta conducendo. Non senza fare un confronto tra il panorama del mercato italiano dei prestiti obbligazionari con quello degli altri grandi paesi industrializzati. All’indomani del via libera del ddl sulla riforma della vigilanza nel mondo del credito, infine, il presidente dell’Abi sarà forse chiamato anche a esprimere il parere dell’associazione sull’impianto delle nuove authority.