PARMACRACK, TANZI: SOTTRATTI 1000 MILIARDI DI LIRE

29 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Mille miliardi di lire sottratti, in sette-otto anni, soprattutto dalle casse verso la Parma Tour. Prime ammissioni di Calisto Tanzi, patron della Parmalat in carcere a San Vittore, davanti al gip di Milano Guido Salvini. Un interrogatorio durato circa cinque ore in cui l’imprenditore ha raccontato parte della sua vita soffermandosi su alcuni momenti particolari come quello in cui fu consigliere comunale a Collecchio. “L’interrogatorio si è svolto in un clima di totale serenità. Ha risposto alle domande e ha ricostruito la sua versione dei fatti riguardo gli ammanchi contestati”, ha commentato Salvini.

Tanzi ha detto al giudice di aver saputo solamente a novembre dei falsi materiali. A occuparsi delle irregolarità contabili erano i due ex direttori finanziari, Fausto Tonna e Luciano Del Soldato. Lui veniva a sapere solo in un secondo tempo come gli obiettivi erano stati raggiunti. Obiettivi che, però, lui stesso indicava. Solo un mese fa, nella sua ricostruzione, era venuto a sapere della faccenda dei falsi fatti con lo scanner: certificati della Bank of America e contabilità a supporto.

Il fondatore della Parmalat ha quindi dichiarato di non possedere conti all’estero e di non opporsi a eventuali rogatorie.

Durante l’interrogatorio Tanzi ha inoltre ripercorso le tappe del viaggio che lo ha portato a Lisbona e poi in Ecuador, soffermandosi su un fatto in particolare, il compleanno della moglie. Tanzi ha parlato di una vacanza in quanto la moglie compiva gli anni e l’imprenditore trovava insopportabile la pressione che si stava creando per via delle vicende del gruppo. Da Parma a Lisbona, con una sosta a Fatima, e poi a Quito, in Ecuador.

E in albergo a Quito avrebbe deciso di rientrare in Italia su consiglio dei suoi avvocati per essere ascoltato a Parma dai magistrati emiliani. Invece al suo arrivo a Milano sabato ha trovato i militari della Guardia di Finanza che lo hanno fermato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e al falso in bilancio.

Domenica il gip di Milano Guido Piffer, su richiesta dei pm milanesi Greco, Fusco e Nocerino, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti per aggiotaggio e false comunicazioni sociali.

Da segnalare che prima dell’interrogatorio odierno uno dei tre piloti dell’aereo privato di Calisto Tanzi è stato visto entrare in procura a Parma con una valigia grigio scuro con la scritta “Crew”, la classica valigia dell’equipaggio aereo. Il pilota era accompagnato da due finanzieri. A quanto si è appreso, la valigia sarebbe entrata in procura piena per poi uscirne vuota.

Oggi gli avvocati di Tanzi hanno chiesto gli arresti domiciliari, anche per motivi di salute. Domani alle 9,30 per il patron del colosso alimentare è previsto un nuovo interrogatorio. Nel pomeriggio, invece, arriverà la decisione del gip Salvini sulla convalida del fermo emesso dalla procura di Parma.

Alla fine dell’interrogatorio Tanzi è rientrato nella cella che occupa da solo. Nel pomeriggio due politici si erano recati nel carcere ma il patron della Parmalat non li ha incontrati.

“Oggi è cominciato un dialogo – ha riassunto uno dei suoi legali, l’avvocato Fabio Belloni -. E come in tutti i dialoghi si va avanti a piccoli passi. C’è una grande volontà di approfondire ogni aspetto della vicenda”.

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