PARMACRACK, SUICIDA COLLABORATORE DI TONNA

23 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Un drammatico episodio nella lunga e complicata vicenda Parmalat: è stato trovato morto, apparentemente suicidatosi da un ponte nei dintorni di Collecchio, Alessandro Bassi, 42 anni, uno dei collaboratori di Fausto Tonna. Bassi era un funzionario amministrativo addetto alla contabilità della Parmalat ed era stato sentito come testimone il 20 gennaio scorso dal Pm, Antonella Ioffredi. I magistrati riferiscono che non era indagato, ma era stato soltanto ascoltato come persona informata dei fatti. Lascia la moglie e due figli.

AUTOPSIA – Il corpo del dirigente è stato ritrovato oggi pomeriggio nelle acque del fiume Ceno, in località Rubiano. L’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è quella del suicidio. La segnalazione è arrivata ai carabinieri intorno alle 15,30. Sul fatto non ci sono testimoni. Il magistrato Pietro Errede ha annunciato che verrà praticata un’autopsia per determinare le cause del decesso.

SCONCERTO – «Sconcertati». Così si definiscono i due magistrati di Parma che indagano sul crac di Collecchio, dopo la notizia del suicidio di Alessandro Bassi. Lo avevano sentito tre giorni fa, certo. Ma, almeno da un punto di vista delle indagini, si afferma negli ambienti giudiziari «non c’era alcun motivo per un gesto del genere». E dal fronte della difesa si parla di «un suicidio inspiegabile». Cosi Giovanni Ponti, che con il professor Oreste Dominioni difende Fausto Tonna, commenta la tragica notizia. Dai lunghi interrogatori resi da Tonna ai magistrati di Parma e di Milano, afferma l’avvocato «non è mai emersa la figura di questa persona». Anche per Ponti la «coincidenza» con l’indagine in corso «c’è, non si può negare». Eppure, ipotizza il legale « potrebbe anche esserci altra spiegazione a questo gesto che, allo stato, per noi – ripete- resta inspiegabile».

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