PARMACRACK, POLITICI NEL MIRINO DEI GIUDICI

13 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

“E’ inutile negarlo – commenta una fonte vicina agli inquirenti – l’inchiesta ora punta su banchieri e politici”. E’ per questo che Fausto Tonna, l’alchimista finanziario di Parmalat, è di nuovo sotto interrogato in Procura, a Parma, per la quarta volta. Fu lui a parlare, durante il suo primo interrogatorio, di tangenti ai politici. Una notizia che venne prontamente smentita dalla Procura. E che riemerge oggi, all’indomani della bufera scatenata sui vertici di Capitalia dai verbali dell’interrogatorio di Calisto Tanzi.

L’ex patron della Parmalat ha accusato abbastanza direttamente le banche (Intesa, in particolare) di avergli tenuto “una pistola puntata” per convincere Parmalat a ricomprare i bond emessi con Nextra. Si attendono ora le repliche dei banchieri, che potrebbero essere chiamati dagli stessi inquirenti a confermare o smentire: “Non sono stato ancora convocato dai magistrati sul caso Parmalat” ha detto, a questo proposito, l’amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, rispondendo oggi durante l’assemblea dell’istituto di credito alla domanda di un’azionista.

Rainer Masera, presidente del Sanpaolo Imi (una tra le banche più esposte con il gruppo di Collecchio) prende invece le distanze: “Siamo parte lesa della vicenda, ne parleremo oggi nel comitato esecutivo”. Per il momento, comunque, il solo istituto di credito coinvolto resta Bank of America, di cui è indagato Luca Sala, ex responsabile corporate banking della filiale italiana, poi confluito nell’entourage di Calisto Tanzi.

Ma i riflettori sulle banche si sono tutt’altro che abbassati. Nel pomeriggio a Milano saranno
sentiti alcuni testimoni su alcune operazioni eseguite attraverso Citigroup da Parmalat. Si tratta della contabilizzazione di alcune fatture per forniture di latte. E forse oggi Fausto Tonna potrà aggiungere qualcosa per cercare di fare chiarezza. E’ questo che sperano gli inquirenti. L’ex direttore finanziario della Parmalat, questa mattina, ha trovato ad accoglierlo in Procura un cartello appeso da quei cronisti che qualche giorno fa si erano sentiti augurare “un morte lenta e dolorosa” proprio dal diabolico Tonna. Sul cartello a grandi lettere “Fausto Tonna, grazie di esistere”. “Che cosa è successo?”, ha chiesto Tonna guardandosi intorno. Solo dopo ha capito.

Si fa intanto sempre più probabile l’unificazione delle indagini sui crac Parmalat e Cirio. Sono tanti gli elementi comuni che stanno emergendo dalle due inchieste. E vicini sono i due imprenditori che hanno portato al crac migliaia di risparmiatori, Calisto Tanzi e Sergio Cragnotti. Due imprenditori uniti dalla comune passione per il calcio tanto che i due figli gestiscono, insieme, la società sportiva Gea. E simile, in parte, è anche il percorso che li ha portati al dissesto: una montagna di debiti accumulati con le banche, in alcuni casi le stesse. Debiti che poi, come accusano le associazioni dei consumatori, sono stati rigirati ai risparmiatori sotto forma di titoli.

La Procura di Roma ha avviato una indagine coordinata sul caso Parmalat limitatamente ai bond negoziati nella capitale. Fino a questo momento a Roma sono state presentate tra le 50 e le 60 denunce-querela, alcune delle quali non di competenza della Procura della capitale.