PARMACRACK, E´ SCONTRO NELLA FAMIGLIA TANZI

30 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

La Parmalat contro il suo fondatore. Il commissario straordinario della società Enrico Bondi ha deciso di costituire la Parmalat come parte offesa contro Calisto Tanzi nel procedimento che si sta istruendo a carico dell’ex Patron. E’ l’avvocato Umberto Tracanella, che affianca Bondi a Collecchio, che sta predisponendo gli atti necessari e che oggi è stato per un paio d’ore in Procura a Parma.
La finalità dell’atto giudiziario è quella di poter rientrare in possesso del denaro distratto da Tanzi nell’eventualità che ci sia ancora e venga ritrovato.

Lo sfogo di Calisto. “Mio figlio non mi parla più da tempo e non so più che cosa fare”. Calisto Tanzi si sarebbe sfogato così con Umberto Tracanella, il manager che affianca il Commissario Straordinario Enrico Bondi, durante il colloquio avuto a Milano con gli stessi Bondi e Tracanalla pochi minuti prima dell’arresto. Parole che fotografano una situazione personale, interna alla famiglia, che vede una sorta di rottura interna ai Tanzi.

Gli interrogatori. Oggi, sia Stefano che Calisto sono stati interrogati dai giudici. Calisto a Milano, nel carcere di san Vittore dove è detenuto, Stefano a Parma, per sette ore consecutive. “Avevo conoscenze generiche del gruppo e anche per quanto riguarda gli affari di Bonlat non li conoscevo” avrebbe sostenuto Stefano Tanzi, facendo anche presente che personalmente non veniva messo al corrente di tutte le vicende di cui aveva spesso conoscenza sommaria e generale. Stefano Tanzi avrebbe anche confessato agli investigatori che non vedeva il padre da diverso tempo e che i suoi rapporti con lui erano di recente diventati piuttosto freddi. Gran parte dell’interrogatorio di Stefano Tanzi è servito per fare il punto sul Parma Calcio di cui Stefano è presidente, mentre per quanto riguarda Parmatour e le affermazioni di ieri dinanzi al Gip di Milano da parte di Calisto Tanzi, che avrebbe detto di avere sottratto 500 milioni per sanare il crac di Parmatour, gli investigatori non escludono di sentire già nelle prossime ore Francesca Tanzi.

Parmalat brasile. Sul fronte finanziario la Parmalat brasiliana non ha pagato ieri un debito pendente di 2,3 milioni di Reais (700 mila euro) con undici cooperative di fornitori di latte della sua fabbrica nello stato di Rio de Janeiro. A Rio circolano persino voci insistenti della possibilità di bancarotta della Parmalat do Brasil. La Parmalat si è ormai inserita stabilmente nel panorama economico brasiliano, e la notizia del crac ha scioccato molti brasiliani, visto l’immagine positiva della quale gode la marca in Brasile. Altri cento fornitori della Parmalat do Brasil rischiano anch’essi di vedersi rinviare sine die il pagamento dei debiti, mentre altri diecimila tra medi e grandi produttori di latte hanno rinegoziato il debito e dovranno ricevere puntualmente. Nel settembre scorso, la Parmalat brasiliana ha ricevuto un prestito agevolato di 25,5 milioni di Reais dalla banca pubblica Bndes per rimodernare le nove fabbriche che il gruppo ha in Brasile.

Gli allevatori. Infine Parmalat ha fatto sapere di voler pagare “le materie prime” agli allevatori: “Vogliamo agire allo scopo di preservare il valore industriale dell’azienda e dei propri marchi” si legge in una nota.

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