PARMACRACK, BORSA ITALIANA HA GIA’ ELIMINATO TANZI

12 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Massimo Capuano, amministratore delegato della Borsa Italiana, vive su un altro pianeta? Viene questo sospetto leggendo dichiarazioni e i bilanci di fine anno del mercato mobiliare italiano. Del più grosso scandalo azionario degli ultimi decenni (leggi Parmalat) non c’è traccia.

Eppure la società di Collecchio era nel paniere delle trenta principali azioni italiane (Mib30) e ispirava fiducia anche per questo. Dunque uno si aspettava di trovarla nei resoconti ufficiali. Invece niente. Svanita nelle nebbie padane. L’azione del Mib 30 andata peggio nel 2003, e la sola nettamente in negativo, sembrerebbe la Fiat con un -14,4% che fa fare agli Agnelli la figura degli ultimi della classe. È vero che le note in calce alla tabella precisano che si tratta del paniere in vigore al 23-12-2003, giorno in cui la Parmalat venne sospesa. Ma grazie tante: è rimasta nel paniere tutto l’anno, quindi circa 250 sedute, tranne solo gli ultimi tre giorni di borsa aperta.

Che senso ha riportare la performance nei dodici mesi di Autogrill (+52%) che è stato nel paniere solo un triduo e omettere quella di Parmalat Finanziaria (la società quotata era la capogruppo)? Perché non dire che è passata dai 2,27 euro di fine 2002 agli 0,11 del 22 dicembre scorso? Il che significa che ha perso il 95%, cifra tonda. A rigore addirittura il 100%, se teniamo conto della successiva dichiarazione d’insolvenza.

Vista la tabella con le variazioni dei titoli del Mib30, m’è anche sorto il dubbio che si fosse preferito esprimere una valutazione più articolata di una vicenda così speciale in altra sede e che solo mancasse un opportuno rimando. Invece gli altri documenti prodotti dalla Borsa Italiana non forniscono maggiori lumi. Essi sono disponibili, con altro materiale sull’argomento, nella mia pagina Internet www.beppescienza.it

Eppure negli uffici di Piazza Affari non hanno poltrito malgrado le festività. Tutt’altro che breve (7 pagine) è il comunicato che elenca le nuove ammissioni, le revoche ecc. nell’arco del 2003. Riferisce persino i dettagli di fusioni e passaggi per il Nuovo Mercato e il mercato Espandi. Ma sulla sospensione dei titoli della Parmalat silenzio di tomba.

Eppure una perdita del 95% in un anno è record non solo per un titolo del Mib30. Sarebbe da verificare, ma probabilmente è un record mondiale assoluto, cioè anche per i corrispondenti panieri di blue chip delle borse estere (Dax, Euro Stoxx50, FT100 ecc.). Non era questa una notizia da segnalare agli operatori e risparmiatori italiani e stranieri? Si tratta pur sempre di un nuovo primato del Sistema Italia.