PARMACRACK: BONDI DISCRIMINA TRA I CREDITORI

4 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

Oggi a Milano presso il Centro Svizzero, il commissario straordinario Enrico
Bondi ha incontrato i rappresentanti dei creditori Parmalat: banche estere,
italiane, rappresentanti della clientela retail e Altroconsumo, associazione
indipendente di consumatori.

Bondi, in questo secondo incontro, ha informato i presenti dello stato dell’arte
dei lavori intrapresi e abbozzato le linee guida sulla struttura del piano di
rimborso: alla generalità dei creditori verrà offerto un pacchetto di azioni
di una “nuova Parmalat”, 100% del credito, e in denaro, ai creditori
privilegiati (essenzialmente fornitori), nulla agli azionisti.

Altroconsumo lamenta il fatto che il piano sembra discriminare tra i
creditori delle diverse società del gruppo Parmalat: è verosimile presumere
che un normale risparmiatore che investiva nel gruppo Parmalat lo facesse per
via del marchio e non certo guardando ai dati contabili e alle garanzie, spesso
descritte solo in prospetti informativi.

Bondi poteva fare di più per tutelare gli interessi dei risparmiatori:

– prevedere una forma di compensazione per gli azionisti sotto forma di
warrant;

– prevedere delle modalità uniformi di rimborso (concambi) per tutti i
creditori;

– essere proattivo nella tutela del patrimonio. Per esempio pronunciandosi
contro la decisione di Alemanno di impedire l’uso della microfiltrazione per
produrre latte “fresco”.

“Una decisione come quella di impedire l’utilizzo della microfiltrazione per
produrre latte fresco – ha dichiarato Paolo Martinello – oltre a danneggiare
direttamente la Parmalat, artefice di questa innovazione, danneggia anche i
consumatori perché li priva della possibilità di avere un prodotto valido
sotto tutti i punti di vista: nutrizionale, microbiologico e organolettico”.

Altroconsumo chiederà al Governo e al ministro Alemanno di rivedere la
posizione emersa dal tavolo agroalimentare dello scorso 26 maggio in materia di
latte fresco, dove i consumatori non sono rappresentati e al ministro Marzano,
che sarà chiamato ad approvare il piano di ristrutturazione di Parmalat, di
operarsi per una migliore tutela degli investitori.