PARMACRACK, ALLE CAYMAN 8 SOCIETA’ OFFSHORE

11 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Gli inquirenti che stanno indagando sul crac della Parmalat sono a caccia dei miliardi fatti sparire attraverso le false fatturazioni e le complesse manovre finanziarie create dal trio Tanzi, Tonna e Zini. E a quanto pare una buona parte di questi soldi potrebbe essere stata nascosta alle isole Cayman. Alcune indiscrezioni filtrate dalla procura fanno sapere che sono state trovate 8 società offshore riconducibili proprio alla famiglia Tanzi.

Ad ammettere l’esistenza di queste società sarebbe stato proprio il governo del paradiso fiscale. Una scoperta che se fosse confermata potrebbe dare una forte accelerata all’inchiesta. Ma soprattutto, potrebbe far tirare un sospiro di sollievo a tutte le persone che sono state investite dalla truffa Parmalat. Nei primi interrogatori il patron Calisto Tanzi aveva negato l’esistenza di conti esteri riconducibili direttamente a lui.

Ma non ne aveva escluso certamente l’esistenza. Anzi, ha dichiarato che se gli investigatori avessero trovato questi presunti conti lui avrebbe fatto tutto il possibile affinché i soldi fossero girati direttamente all’azienda. Nel frattempo la caccia al fiume di denaro finito nella voragine di collecchio continua. Ad essere finita nel mirino degli ispettori è la Bank of America.

L’istituto americano ha subito nei suoi uffici milanesi un’ispezione della Guardia di Finanza. Anche in questo caso pare che l’obiettivo fosse la ricerca di elementi che comproverebbero la connivenza tra i manager della Parmalat e la banca con l’unico scopo di creare fondi neri.

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