Parla Bernanke. E New York sale

26 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Una vera doccia fredda per i mercati azionari di tutto il mondo, che dall’inizio della settimana avevano scommesso sull’arrivo imminente di un nuovo annuncio di stimoli monetari, in occasione del discorso del presidente della Fed, Ben Bernanke, a Jackson Hole, nello stato dello Wyoming.

Il presidente della Federal Reserve si è limitato a dire che la Banca centrale ha a disposizione una gamma di strumenti per fronteggiare qualsiasi situazione, rimandando di fatto un discorso più approfondito sulla crisi dei mercati nel meeting del prossimo mese del Fomc.

Il timoniere della Banca centrale americana si è limitato a dichiarare quanto aveva detto in precedenza. Ha dunque parlato di difficoltà nel riuscire a giudicare il vero impatto che i sell off sui mercati, le trattative per l’innalzamento del tetto sul debitoUsa e la crisi dei debiti europei hanno avuto sulla congiuntura Usa. Ma ha anche aggiunto che la Fed prevede che la “ripresa moderata” dell’economia continuerà e si rafforzerà.

Ecco i punti salienti del discorso di Bernanke.

La Fed “ha a disposizione una gamma di strumenti che potrebbero essere utilizzati per fornire stimoli monetari aggiuntivi. Continueremo a considerare questi strumenti e altre questioni pertinenti, inclusi il trend dell’economia e gli sviluppi economici, nel nostro meeting di settembre, che durerà due giorni (il 20 e il 21 settempre), invece di uno, al fine di garantire una discussione più completa”.

“La Commissione continuerà a valutare l’outlook economico alla luce delle informazioni che arrivano ed è pronta ad adottare tutti gli strumenti che reputa appropriati per promuovere una ripresa economica più forte in un contesto di stabilità dei prezzi”.

L’inflazione, ha sottolineato il numero uno della Fed, non rappresenta una minaccia per i reali problemi che l’economia Usa sta fronteggiando, tra cui rientra invece il livello “straordinariamente elevato” della disoccupazione.

Bernanke ha però anche affermato che la crescita dell’economia americana migliorerà nel secondo semestre del 2011, affermando che “parte dei motivi che hanno provocato la performance più debole dell’economia nel primo semestre dell’anno” sono fattori di carattere temporano, come gli elevati prezzi delle commodity.

Il timoniere dell’istituto ha anche lanciato un appello a Washington affinché prenda l’iniziativa per aiutare l’economia, e ha sottolineato a tal proposito che “la maggior parte delle politiche economiche che sostengono una crescita economica robusta, nel lungo termine, vanno al di là del raggio di azione della banca centrale”.

Washington deve fare in modo che gli Stati Uniti tornino a una condizione di salute fiscale, ha aggiunto. “i membri del Congresso non dovrebbero ignorare la fragilità della nostra ripresa economica attuale”. In ogni caso, “riguardo alle prospettive di più lungo termine, la mia visione personale è ottimistica”, ha ribadito.