“Parigi potrebbe bruciare questa estate”

19 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI)- I potenti del mondo e i leader europei sono convinti che alla fine la ripresa dell’economia globale ci sarà. Ma ovunque, e non solo in Eurozona, monta la rabbia dei cittadini: sono sempre di più coloro che vedono un tenore di vita dignitoso come un miraggio.

Proteste e manifestazioni dilagano in qualsiasi parte del globo, dalla Svezia al Brasile, dove la frase miracolo economico, proferita fino a qualche anno fa, non risuona più nelle strade.

Il grande malato del globo rimane l’Eurozona, piegata dalle misure di austerity. Ora si parla di impegno verso la crescita, ma i danni al tessuto economico e sociale sono gravissimi.

Niall Ferguson, professore dell’Università di Harvard, afferma così chiaramente in una intervista rilasciata al canale televisivo Cnbc che l’elevato tasso di disoccupazione in Europa e le aspettative di una crescita deludente nei mercati emergenti genererà maggiori proteste.

Per Ferguson, la prossima città che corre il rischio di “bruciare” per le proteste e per i disordini sociali è Parigi. “Le grandi città europee, con Parigi, sono in cima alla lista dei siti estremamente vulnerabili. E Parigi ha una tradizione di disordini urbani più di ogni altra città nel mondo”.

Nel paese, continua Ferguson, l’economia va male. Ma la Francia non è certamente l’unica a essere chiamata in causa. “La disoccupazione giovanile nei paesi latini dell’Europa è davvero una bomba pronta a esplodere”.