PARIGI, IL SESSO DEBUTTA IN BORSA

26 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Probabilmente non entrerà nel portafoglio dei fondi specializzati in finanza etica ma per il momento può farne a meno. La compagnia francese DreamNex, che fa commercio di materiale erotico online attraverso il sito Sexy Avenue, è la prima del suo genere a quotarsi alla Borsa di Parigi. La motivazione dichiarata è la solita, buona per tutte le società a prescindere dal business: incassare monetizzando la buona reputazione conquistata sul mercato e poi reinvestire per crescere in patria e all’estero per linee interne e/o attraverso acquisizioni. La DreamNex vanta un giro d’affari di 34 milioni di euro l’anno, fa utili dal 2002 e viene accreditata dagli analisti di una capitalizzazione potenziale compresa fra i 71 e gli 83 milioni di euro. Debutterà sul listino domani

Non è il primo sex shop virtuale a quotarsi in Europa: l’ha preceduta a Francoforte la tedesca Beate Uhse, i cui titoli vengono trattati da otto anni e che fattura 285 milioni. In Germania non sono emersi inconvenienti, quindi la DreamNex ha deciso che l’esperienza si poteva replicare in Francia. Detto e fatto.

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La società DreamNex è nata nel 1999 e il suo sito Sexy Avenue è attivo dal 2000, cioè da prima che scoppiasse nelle Borse mondiali la bolla speculativa della cosiddetta New Economy. È un po’ malinconico osservare che quella stagione di grandi speranze ha premiato soprattutto chi nel Web compra e vende oppure scambia (o ruba) e in particolare chi lo fa con il materiale porno. Bisogna anche dire che a cliccarlo nella sua home page Sexy Avenue si presenta come un sito sobrio, asettico, persino triste; non comunica certo l’idea di una grande peccaminosità. Forse è stato l’avvicinamento al listino di Borsa a suggerire di darsi un tono dimesso, come a tradire un filo di imbarazzo. Ipotesi respinta dal suo fondatore Patrice Macar, secondo cui il suo shop è nato già così: «Non mi riconoscevo nei siti esistenti. Ho voluto creare qualcosa che fosse al tempo stesso più professionale e più accettabile al grande pubblico, più estetico, e che si rivolgesse alle coppie», evitando di respingere le donne come invece fa di solito l’industria del porno. L’80% delle cose vendute da Sexy Avenue sono video e foto, poi c’è molta biancheria intima: quella femminile è osée più o meno come le collezione di Valeria Marini, ma a dir la verità anche come tante altre che si vedono al telegiornale; quella maschile francamente fa ridere, poi ci sono attrezzi che è meglio lasciar stare. In Francia il sito Sexy Avenue ottiene 18 milioni di contatti al mese ed è fra i dieci più visitati. Pecunia non olet, e in Borsa meno che mai.

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